"Molti di voi perderanno i propri cari". Non usa mezzi termini il premier britannico Boris Johnson nel suo discorso tenuto ieri a Downing Street a proposito dell'emergenza Coronavirus, che sta per arrivare anche oltremanica. Tuttavia, nonostante potrebbero esserci già diecimila infetti in tutto il Paese, il primo ministro ha annunciato che è ancora presto per mettere in campo misure drastiche come quelle già attuate in Italia e via via anche in Francia, Spagna e parte della Germania. Il consiglio ai cittadini resta quello di usare acqua e sapone e chi ha sintomi è invitato a starsene a casa per una settimana. Ma la vita continua a scorrere come sempre a Londra e dintorni. Le scuole restano aperte, nessuna sospensione degli eventi pubblici, da quelli sportivi ai concerti.

Sempre Johnson ha sottolineato che prendere misure "draconiane" adesso non farebbe grande differenza e potrebbe addirittura risultare controproducente. Inoltre, per il primo ministro, essendo impossibile ormai controllare la diffusione del nuovo virus, "l’unica strategia è quella di spalmarne la diffusione nel tempo, in modo da consentire al sistema sanitario di gestire la situazione". Al momento, il bilancio delle vittime in Gran Bretagna è salito a 10 e ci sono 596 casi confermati. Il picco è previsto tra i mesi di maggio e giugno, essendo il Paese di circa 4 settimane indietro rispetto all'Italia, il primo tra gli stati europei a dover fronteggiare l'emergenza. Per Chris Whitty, consigliere medico-scientifico del governo, nel peggior scenario possibile circa l'80% dei cittadini inglesi contrarrà il virus, con un tasso di mortalità dell'1%. Ha spiegato Patrick Vallance, l'altro consigliere scientifico dell'esecutivo: "Non possiamo impedire del tutto che il contagio si propaghi, e non è nemmeno desiderabile, perché dobbiamo creare una certa immunità nella popolazione per proteggerci anche in futuro".

Dunque, al momento, non si chiude nulla. "Naturalmente – ha aggiunto Johson – teniamo la situazione sotto controllo e potremmo cambiare avviso se la malattia si diffondesse. L'emergenza Coronavirus è la peggiore crisi sanitaria da generazioni", ha aggiunto, sottolineando tuttavia di prediligere un approccio graduale delle restrizioni, anche perché questa situazione "durerà mesi. Voglio essere onesto con voi, onesto col popolo britannico: molte famiglie, molte altre famiglie perderanno prematuramente dei loro cari".

tot. contagiati 105.792
31 marzo 2.107
tot. guariti 15.729
31 marzo 1.109
tot. deceduti 12.428
31 marzo 837