Ci sono 44 nuovi casi di coronavirus a bordo della nave da crociera Diamond Princess, ferma in quarantena nella baia di Yokohama da giorni. A confermarlo è stato il ministro della Salute nipponico, Katsunobu Kato. Il totale delle infezioni accertate arriva così a 218, in aggiunta al funzionario della quarantena rimasto a sua volta contagiato. A bordo ci sono ancora oltre 3.700 persone, tra cui 35 italiani, di cui 25 membri dell'equipaggio, incluso il comandante Gennaro Arma. Finora nessuno di loro è risultato positivo al coronavirus.

I 5 siciliani di Pozzallo sulla Diamond Princes

Sulla Diamond Princess anche 5 cittadini siciliani di Pozzallo. Tre sono i membri di equipaggio e le due loro coniugi. Il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna: "Stanno bene, non hanno segni di malattia- ha spiegato il primo cittadino a Fanpage.it – "Il problema è più che altro psicologico, attendono la data del 19 che dovrebbe essere la fine del periodo di osservazione e la loro speranza è quella di potere essere trasferiti e rientrare in Italia". Ammatuna sta tenendo i contatti con i suoi concittadini. “Ci sentiamo ogni giorno – spiega – dal punto di vista fisico mi dicono che non ci sono segni di contagio. Quotidianamente vengono sottoposti a controlli e vengono seguiti con la massima attenzione e precauzione. È più un problema psicologico che fisico, per loro. Sono costretti a vivere senza momenti di socializzazione. Aspettano la data del 19 febbraio quando dovrebbe finire il periodo di osservazione cui sono sottoposti”.

Un solo caso di coronavirus confermato sulla nave

La nave da crociera è bloccata nella baia di Yokohama dallo scorso 5 febbraio con 3.711 persone (2.666 sono passeggeri metà dei quali giapponesi e 1.045 sono membri di equipaggio). Finora oltre 500 persone sono state sottoposte agli esami di rito, puntando soprattutto su quelli che hanno mostrato sintomi o sono stati in contatto con persone malate (il primo caso segnalato è stato di un 80enne di Hong Kong poi sceso dalla nave il 25 gennaio). L'obiettivo delle autorità sanitarie giapponesi è incrementare il numero dei 300 test giornalieri per arrivare al migliaio al giorno entro il 18 febbraio, un giorno prima della programmata conclusione della quarantena.