Gli Stati Uniti non rispetteranno gli accordi sul clima di Parigi. A rivelare la decisione assunta da Donald Trump a quattro giorni dalla fine del G7 di Taormina è stato il sito web USA Axios che ha citato "due fonti vicine all'amministrazione".  Manca ancora l'ufficialità, ma a quanto pare già nelle ore successive al suo rientro a Washington dall'Italia il capo della Casa Bianca avrebbe confidato la decisione ai suoi collaboratori più stretti, salvo poi dichiarare su Twitter: "Annuncerò la mia decisione sugli accordi di Parigi nei prossimi giorni, faremo l'America di nuovo grande". A nulla è servito – almeno sul fronte del cambiamento climatico – il vertice del G7. E a nulla è servito evidentemente neanche il dono di Papa Francesco, che la scorsa settimana aveva regalato a Trump una copia dell'enciclica Laudato Si, dedicata proprio al rispetto dell'ambiente e alle disuguaglianze sociali di tutto il pianeta.

La decisione della Casa Bianca di rinunciare all'accordo sul clima di Parigi è un chiaro messaggio mandato al resto del mondo: la priorità degli Stati Uniti non sarà quella del rispetto dell'ambiente e il rischio, ora, è quello di un vero e proprio effetto domino, cioè che altri paesi possano decidere di rinunciare agli impegni assunti.

Secondo Axios gli scenari possibili ora sarebbero due: Trump potrebbe annunciare l'uscita, che darebbe inizio a un processo che non si concluderebbe prima del novembre 2020, come stabilito proprio dagli accordi sottoscritti da Barack Obama. Durante questo lungo periodo gli Usa potrebbero tornare sui loro passi. In alternativa, però, il presidente Trump potrebbe far uscire gli Stati Uniti dal trattato che sostiene l'accordo di Parigi, chiamato United Nations framework convention on climate change. Questa opzione gli permetterebbe di uscire subito.

Cosa prevedono gli accordi sul clima di Parigi

Gli accordi sul clima di Parigi sono entrati in vigore il 4 novembre del 2016 e sono stati ratificati a partire da un presupposto: “Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società umane e per il pianeta”. Dopo una lunga discussione, avvenuta alla fine del 2015 a Parigi, 196 paesi hanno appianato le divergenze e assunto una serie di impegni. Ecco i più importanti: Aumento della temperatura entro i 2°, ma sforzo a non superare gli 1,5 gradi; tutti i più grandi inquinatori del pianeta hanno sottoscritto i patti: oltre all’Europa, anche la Cina, l’India e gli Stati Uniti si sono impegnati a tagliare le emissioni; Il testo licenziato prevede un processo di revisione degli obiettivi ogni cinque anni; maggiori finanziamenti per l’energia pulita; compensazioni economiche ai paesi più esposti a perdite economiche.