Chi è Mojtaba, il figlio di Khamenei scelto come successore del padre: sarà la nuova Guida suprema dell’Iran

È Mojtaba Khamenei, figlio di Alì Khamenei, la nuova Guida suprema dell'Iran. È quanto afferma il canale di opposizione Iran International, sulla base di "fonti informate". Secondo la testata, l'elezione sarebbe avvenuta "sotto la pressione delle Guardie della Rivoluzione".
Mojtaba è dunque stato scelto oggi come successore del padre Alì Khemenei, ucciso sabato scorso durante le prime fasi dell'attacco di USA e Israele contro Teheran. La decisione è stata presa oggi pomeriggio dalla cosiddetta Assemblea degli esperti, un organo eletto composto da 88 alti religiosi sciiti, riunitasi online dopo che la sede designata a Qom è stata colpita da un raid israelo-americano, senza provocare vittime.
La nuova Guida suprema, 56 anni, è il secondo dei sei figli di Khamenei, nato come il padre a Mashhad. Vanta forti legami con i Guardiani della Rivoluzione (Irgc) e con la forza paramilitare volontaria Basij. Alla vigilia della decisione dell'Assemblea, la successione padre-figlio era mal vista nell'establishment clericale sciita, oltre al fatto che Mojtaba non è un alto religioso. Lo stesso Ayatollah Khamenei, in vita, si era detto poco incline a sostenere una successione dinastica.
Tuttavia, pare abbia sbaragliato la concorrenza degli altri papabili successori, tra cui il 67enne Alireza Arafi, religioso affermato e uomo di fiducia di Alì Khamenei e Hassan Khomeini, 50 anni, nipote del fondatore della Repubblica islamica, l'ayatollah Ruhollah Khomeini. Da molti viene definito un grande esperto di diritto islamico, e teologi e religiosi sono arrivati persino a definirlo sui social con il titolo di ayatollah, sebbene non abbia formalmente raggiunto quel rango.
Secondo un'inchiesta pubblicata da Bloomberg nel gennaio 2026, Mojtaba Khamenei avrebbe costruito un impero immobiliare globale del valore di oltre 100 milioni di sterline nel solo Regno Unito. Secondo l'inchiesta, i fondi proverrebbero in larga parte dalle vendite di petrolio iraniano e sarebbero transitati attraverso conti bancari nel Regno Unito, in Svizzera, Liechtenstein ed Emirati Arabi Uniti, tramite società di comodo registrate a Saint Kitts and Nevis e nell’Isola di Man.