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Chi è il 21enne ucciso nella residenza di Trump a Mar-a-Lago: “Conservatore ma ossessionato dai file Epstein”

“Qui tutti grandi sostenitori di Trump. Non avrebbe fatto del male a una mosca” raccontano parenti e amici di Austin Tucker Martin. Alcuni colleghi rivelano però che il 21enne era sempre più preoccupato di un insabbiamento del caso Epstein da parte del governo.
A cura di Antonio Palma
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Austin Tucker Martin
Austin Tucker Martin

Aveva 21 anni, proveniva da una famiglia di accanisti sostenitori di Trump e si chiamava Austin Tucker Martin il ragazzo ucciso nella tenuta di Trump a Mar-a-Lago dopo essersi introdotto nella residenza del Presidente Usa domenica notte. Il giovane era armato di fucile a pompa e di bomboletta di gas quando è entrato dal cancello ma gli inquirenti non hanno chiarito il movente. Alcuni colleghi e conoscenti, però, hanno rivelato che il giovane nell’ultimo periodo era rimasto ossessionato dai file di Epstein e si era convinto che ci fosse un insabbiamento da parte del governo.

Il 21enne, che lavorava in un golf club e l'anno scorso aveva fondato un'azienda di grafica pubblicitaria, era uscito di casa sabato sera a bordo della sua auto senza dire nulla a nessuno tanto che la famiglia ne aveva denunciato la scomparsa nelle stesse ore in cui veniva ucciso, dopo aver scoperto che non era tornato. La denuncia di scomparsa durante la notte, poco prima che il 21enne si introducesse nella tenuta di Trump a Mar-a-Lago. L'ufficio dello sceriffo della contea di Moore, nella Carolina del Nord, ha affermato che un parente ne ha denunciato la scomparsa all'1:38 di domenica mattina, più o meno nello stesso orario in cui si è verificato l'incidente a Mar-a-Lago.

Secondo la polizia, Austin Tucker Martin ha guidato appositamente dalla sua città di Cameron, in Carolina del Nord, fino in Florida comprando per strada il fucile. Poco prima della tragedia, la madre e gli altri parenti avevano pubblicato sui social vari appelli spiegando che non era abitudine del ragazzo allontanarsi senza motivo. Gli appelli con la foto del 21enne sono stati rilanciati più volte anche dopo che il giovane era stato ucciso quando la famiglia non era stata ancora informata.

Il fucile impugnato dal 21enne
Il fucile impugnato dal 21enne

Secondo gli ex compagni di classe e i familiari, il 21enne era un ragazzo tranquillo che non aveva mai dato problemi. “Non avrebbe fatto del male a una mosca e non sapeva usare nemmeno la pistola” ha raccontato anche il cugino, rivelando che Martin lavorava in un campo da golf locale e donava regolarmente parte del suo stipendio in beneficenza.

"Qui siamo tutti grandi sostenitori di Trump. Tutti quanti. Non avrei mai creduto che potesse fare una cosa del genere. È incredibile", ha aggiunto il ragazzo suo coetaneo spiegando che sono cresciuti insieme. Dai registri elettorali, però, risultava come non affiliato a nessun partito politico.

"Proviene da una famiglia molto pro-Trump e lui si adattava a questa narrativa", ha rivelato invece il suo istruttore nel programma di addestramento sponsorizzato dalle Forze Armate Usa per gli studenti delle superiori. Il 21enne si era iscritto perché pensava potesse servirgli nel suo sogno di arruolarsi nell'Aeronautica Militare ma al concorso era stato respinto.

Secondo i colleghi del campo da golf, interpellati da Tmz, era rimasto però ossessionato dall'ultima pubblicazione di milioni di documenti su Jeffrey Epstein da parte del Dipartimento di Giustizia. Pare fosse profondamente preoccupato dalla prospettiva di un insabbiamento da parte del governo e che persone potenti potessero "farla franca".

"Non so se hai letto i documenti sugli Epstein Files, ma il male è reale e inequivocabile", aveva scritto il 21enne in un messaggio a un amico il 15 febbraio, esortandolo ad agire e a parlarne per sensibilizzare l’opinione pubblica. Altre fonti hanno invece riferito che era cambiato dopo la morte della sorella in un incidente e che era sempre più frustrato dal fatto che i giovani avessero bisogno di più di un lavoro per sopravvivere e aveva cercato anche di fondare un sindacato sul posto di lavoro per ottenere salari migliori.

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