Caso marò, Bonino incontra i ministri indiani: “Profonda frustrazione”

Il ministro degli Esteri Emma Bonino ha incontrato a Davos i ministri indiani del Commercio e dell’Economia. Un’occasione che ha spinto il nostro ministro a parlare del complicato caso dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trattenuti in India perché accusati di aver ucciso due pescatori da ormai quasi due anni. Secondo quanto si apprende da fonti della Farnesina, la Bonino ha espresso la “profonda frustrazione” del governo per il caso dei militari italiani. Ai ministri indiani è stato poi chiesto di attivarsi perché non si verifichi l’ipotesi su un possibile uso della legge antiterrorismo che prevede anche la pena di morte. Intanto nei giorni scorsi la stampa locale ha scritto che la Nia, la polizia investigativa indiana, dopo aver ricevuto il via libera dal ministero dell’Interno, sarebbe pronta a presentare i capi di accusa nei confronti di Latorre e Girone in basa al Sua Act.
L’incertezza sul caso dei due marò – Tuttavia, secondo fonti ufficiali citate dalla stampa indiana, i capi di accusa non dovrebbero essere presentati prima del 3 febbraio. La Corte Suprema di New Delhi, lo ricordiamo, si è riunita lunedì scorso in seguito alla petizione presentata dal governo italiano. “Siamo abituati a non dare peso a illazioni di stampa, per noi fanno testo solo le decisioni della Corte Suprema”, questo il commento dell’inviato speciale del governo italiano Staffan de Mistura che ha ribadito però di aver indicato a tutti i livelli possibili, in India e all’estero, “che una malaugurata decisione di adottare il Sua Act per formulare il capo di accusa sarebbe per l'Italia inaccettabile”.