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Il caso Epstein

Caso Epstein, Ghislaine Maxwell non risponde al Congresso: “Parlerò, ma prima voglio la grazia da Donald Trump”

Ghislaine Maxwell, l’ex compagna di Jeffrey Epstein, non ha risposto alle domande di una commissione della Camera dei Rappresentanti sui famosi file appellandosi al quinto emendamento. Ma il suo avvocato ha fatto sapere che parlerà se il presidente Trump le concederà la grazia: cosa succede adesso.
A cura di Ida Artiaco
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Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell (Getty).
Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell (Getty).
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Come ampiamente previsto, Ghislaine Maxwell, l'ex compagna di Jeffrey Epstein, non ha risposto alle domande di una commissione della Camera dei Rappresentanti sui famosi file che descrivono in dettaglio le attività criminali del finanziere americano, condannato per reati sessuali su minori e morto suicida in cella nel 2021. Non è una sorpresa: i suoi avvocati, che stanno presentando l’ennesimo appello contro la condanna a 20 anni di carcere comminatale nel 2022 per traffico di esseri umani, avevano avvertito che la loro assistita non avrebbe parlato.

La donna, che oggi ha 64 anni, si è così appellata al quinto emendamento: "Invoco il mio diritto al silenzio", ha risposto per più di dieci volte in videoconferenza da una stanza della sua prigione in Texas. Ma i suoi avvocati hanno fatto sapere che parlerà se prima otterrà la grazia dal presidente Donald Trump.

In questo caso – ha spiegato il legale David Oscar Markus – Maxwell sarebbe pronta, tra le altre cose, a testimoniare che "il presidente Trump e il presidente Clinton sono innocenti di qualsiasi illecito. Solo la signora Maxwell può spiegare il perché, e il pubblico ha diritto a tale spiegazione", ha detto, come ha precisato anche in un post su X. Sia l'ex tycoon che l'ex inquilino della Casa Bianca hanno affermato di aver avuto rapporti col finanziere ma di aver interrotto i contatti con lui dopo il suo arresto, oltre al fatto di non essere stati a conoscenza dei suoi reati sessuali. E Trump non ha escluso la possibilità di concedere a Maxwell la grazia o la commutazione della pena.

Proprio Clinton e sua moglie Hillary, ex segretario di Stato, sono stati convocati dalla stessa commissione per una testimonianza alla fine del mese. Entrambi hanno chiesto audizioni pubbliche. Il Presidente della Commissione di Vigilanza della Camera, James Comer, ha definito la decisione di Maxwell di appellarsi al quinto emendamento "molto deludente" e ha affermato che i legislatori "avevano molte domande da porre sui crimini commesso da lei ed Epstein, nonché domande su una potenziale cospirazione".

Ma gli Epstein files stanno provocando un terremoto anche nel Regno Unito, per presunti coinvolgimenti dell'ex principe Andrea nello scandalo. Ieri per la prima volta William e Kate Middleton hanno affermato di essere "profondamente preoccupati", in una nota ufficiale, seguita subito dopo da un comunicato di Buckingham Palace in cui si ricorda come Re Carlo abbia già "mostrato la profonda preoccupazione", attraverso azioni "senza precedenti", sulla situazione del fratello, già privato dei titoli reali e costretto ad un trasferimento repentino nel Norfolk. Il sovrano si è anche detto pronto a dare sostegno alla polizia britannica incaricata di valutare l'eventuale rilevanza penale delle informazioni confidenziali cheAndrea avrebbe condiviso con Epstein su alcune missioni svolte in anni in cui era emissario e testimonial commerciale per conto di vari governi britannici in Asia.

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