Un giovane prete è stato trovato ucciso, con il corpo dato alle fiamme, nella diocesi di Caratinga, nello stato di Minas Gerais, in Brasile. Padre Adriano da Silva Barros, sacerdote vicario della parrocchia di San Simone, in Simonésia, aveva solo 36 anni e di lui si erano perse le tracce nel pomeriggio del 13 ottobre. Secondo l'agenzia Fides, il suo corpo è stato ritrovato parzialmente carbonizzato nei pressi della città di Manhumirim, nella notte del 14 ottobre. La diocesi ha riferito che il parroco è stato ucciso a coltellate: l'ipotesi avanzata dagli investigatori è che Adriano da Silva Barros sia rimasto vittima di una rapina a mano armata finita male. A dare l'allarme è stato un contadino di Manhumirim che aveva visto da lontano le fiamme. Il funerale è stato celebrato il 15 ottobre.

La polizia di Manhumirim, scrive il sito di informazioni Diario Do Aco, ha fermato due sospetti: uno di essi, un 22enne, avrebbe già confessato l'omicidio. Come rivela il tenente di polizia Walker le indagini sulla morte del sacerdote sono scattata immediatamente dopo il ritrovamento del corpo e durante una perquisizione a casa di un ragazzo di 22 anni questo è apparso estremamente nervoso. Il giovane aveva una profonda ferita a una mano della quale non ha saputo fornire una spiegazione. Poche ore più tardi la svolta del caso: un testimone ha detto alla polizia di aver visto il 22enne entrare nell'automobile del prete in compagnia di un ragazzino di 16 anni. I due sono stati condotti in commissariato e sottoposti a un lungo interrogatorio durante la quale il killer ha confessato il delitto. L'assassino ha spiegato che da tempo si prostituiva con il parroco che tuttavia non avrebbe pagato l'ultima prestazione sessuale: il 22enne l'ha quindi ucciso in un bosco per poi dare fuoco al cadavere al fine di depistare le indagini.