Polemiche in Brasile per un discorso tenuto dal presidente Jair Bolsonaro, che ha voluto minimizzare il pericolo coronavirus: "Non credo che affronteremo la stessa situazione degli Stati Uniti d'America. I brasiliani non si ammalano. Possono saltare e tuffarsi nelle fognature, non gli succede nulla: abbiamo gli anticorpi per resistere a questo virus". Un discorso che ha fatto infuriare le opposizioni.

La ex presidente del Brasile, Dilma Roussef, ha puntato il dito contro il discorso tenuto dal presidente Bolsonaro, definendolo "famigerato e irresponsabile", e che "rivela il suo disprezzo per la scienza, la salute e la vita della popolazione. Bolsonaro fa una scommessa al buio. Scommette sul mantenimento del sostegno degli strati sociali che lo hanno eletto, e non solo della sua milizia. Pertanto, il suo discorso non include la società, solo i suoi. Per lui", ha continuato la Roussef, "non importa se i media che lo hanno sostenuto nelle elezioni non credono più in lui, né che gli esponenti del mercato non lo amino più intensamente come prima, o addirittura lo abbandonano, anche se i governatori che lo avevano sostenuto sono contro di lui". Al momento, il numero di contagiati in tutto il Brasile è pari a 4.256, con 136 vittime. Cifre "modeste" se considerate l'alta densità di popolazione, le condizioni in cui si vive nelle sovraffollatissime favelas, e soprattutto che nell'intero paese vivono oltre 210 milioni di persone. Ma il contagio "rischia" di essere soltanto all'inizio, come nel resto del continente latino-americano. Ma al momento, secondo Bolsonaro, le misure prese dal suo governo basterebbero da sole a contenere il contagio.