Aviaria, nuovo focolaio in Giappone: autorità fanno abbattere 42mila polli

In Giappone le autorità hanno ordinato l'abbattimento di 42mila polli dopo la conferma del secondo focolaio di influenza aviaria in meno di un mese. I test del dna hanno confermato che si tratta di un ceppo H5 del virus, rilevato in una fattoria a Miyazaki, nel sudovest del Giappone, dove sono morti numerosi polli. Già due settimane fa il governo aveva ordinato l'abbattimento di 4mila volatili in un altro pollaio, a 100 chilometri di distanza, nella stessa prefettura di Miyazaki. Le autorità locali hanno chiuso le fattorie circostanti e hanno bonificato l'area. In Giappone dallo scorso aprile è allarme per la diffusione dell’aviaria. Il primo ministro Shinzo Abe ha ordinato di “prendere rapide misure per la prevenzione dell'epidemia”. Ma non è solo il Giappone a temere l’influenza aviaria. Nei giorni scorsi quattro persone sono morte per il virus in Libia: lo ha confermato il ministero della Salute libico, aggiungendo che una quinta persona è ricoverata in ospedale, con sintomi riconducibili a quelli del virus.
Due settimane fa il virus dell'influenza aviaria H5N8 è stato nuovamente rilevato anche in Germania, nel Land della Bassa Sassonia, dopo i casi in Meclemburgo-Pomerania occidentale e nei Paesi Bassi dello scorso novembre. I 19mila volatili allevati nell'azienda coinvolta sono stati uccisi, insieme a altri 12mila di un allevatore vicino. Lo scorso 16 dicembre, invece, è stato accertato un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità anche in un allevamento di tacchini da carne del comune di Porto Viro (Rovigo). La Sezione veterinaria e sicurezza alimentare della Regione ha provveduto ad adottare tutte le misure di contenimento del caso. L'aviaria (H5N1) ha causato dal 2003, oltre 400 morti, principalmente nel Sud-Est asiatico. L'altro ceppo, l'H7N9, scoperto nel 2013, ha ucciso invece più di 170 persone.