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Conflitto Israelo-Palestinese

Atteso incontro Egitto-Qatar-Usa per rilancio tregua a Gaza. Anche Slovenia riconosce Stato palestinese

Atteso per oggi l’incontro tra Egitto, Qatar e Usa per la tregua a Gaza. Netanyahu: “Vogliamo liberazione degli ostaggi e distruzione di Hamas. Senza il secondo punto, non ci sarà pace”. La Slovenia riconosce lo Stato palestinese. Più di 36mila palestinesi uccisi dall’inizio della guerra.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Una delegazione egiziana incontrerà oggi le controparti del Qatar e degli Stati Uniti a Doha nel tentativo di rilanciare i negoziati sulla tregua a Gaza. A riferirlo è la Tv di Stato egiziana e il canale televisivo Al-Qahera News. I due canali sono stati rilanciati anche dai media internazionali tra cui Al-Arabyia. Il "piano di pace" attualmente sul tavolo prevede la liberazione degli ostaggi israeliani ancora a Gaza e una tregua di 6 settimane perché il governo di Netanyahu si oppone a un cessate il fuoco permanente. "Se il premier dovesse accettare una pace senza l'eliminazione di Hamas, faremo cadere il governo" aveva detto a tal proposito il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir. A fargli eco il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich.

"Il piano sulla liberazione degli ostaggi – ha affermato Netanyahu, che ha respinto il piano Biden – permette ad Israele di realizzare tutti gli obiettivi della guerra, compresa l'eliminazione di Hamas. Questo era e rimane l'obiettivo fondamentale di Israele nella guerra e siamo determinati a raggiungerlo". La netta opposizione a un cessate il fuoco duraturo da parte di Israele ha spinto il presidente americano Joe Biden ad affermare in un'intervista al Time che Netanyahu stia prolungando la guerra "per ragioni politiche".

Il pari e dispari sugli accordi per una tregua stanno andando a discapito dei civili palestinesi che a Rafah continuano a morire nonostante le promesse di operazioni "mirate" da parte di Israele. Nonostante le pressioni per un cessate il fuoco con i civili allo stremo e più di 36mila morti, Tel Aviv ha scelto di espandere le proprie operazioni a Rafah, interrompendo l'arrivo di cibo, medicine e altri rifornimenti ai palestinesi.

Nel frattempo, alla luce dei massacri di civili palestinesi e nella speranza di raggiungere una pace duratura per la Palestina, sono sempre di più i Paesi che riconoscono lo Stato palestinese come indipendente. L'ultimo è la Slovenia, che ha riconosciuto la Palestina come Stato una settimana dopo la Spagna, Norvegia e Irlanda.  Il parlamento sloveno ha approvato la decisione con 52 voti a favore.

Israele sarebbe "pronto a un'azione estremamente potente nel nord". A dirlo è il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante una visita a Kiryat Shmona, al confine con il Libano, dove i combattimenti tra l'Idf e Hezbollah si sono intensificati. "Chiunque pensi di poterci fare del male ha commesso un grave errore", ha sottolineato Netanyahu.

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