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Strage di Crans-Montana in Svizzera

“Attenzione alla schiuma”: spunta un precedente al locale della strage di Crans-Montana

Un video di sei anni fa mostra un barman del Constellation di Crans-Montana avvertire i clienti del rischio incendio legato alla schiuma infiammabile del soffitto e ai bengala sulle bottiglie. Sei anni dopo, quella stessa combinazione ha causato la strage di Capodanno con 40 morti e 116 feriti.
A cura di Biagio Chiariello
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Un video diffuso dalla tv svizzera Rts mostra come fosse già noto, anni prima, il rischio di incendio legato al materiale fonoassorbente infiammabile dei soffitti del locale ‘Le Constellation’ di Crans-Montana. Le immagini risalgono alla notte di Capodanno 2020 e mostrano un barman avvertire alcune clienti: “Attenzione alla schiuma! Attenzione alla schiuma!” (‘Faites gaffes à la mousses! Faites gaffes à la mousses!'), mentre le bottiglie di champagne con i bengala vengono servite.

La giovane che ha girato il video, ex cliente abituale del locale, racconta a Rts: “Eravamo molto vicini al soffitto, ed è per questo che il cameriere ci ha avvertiti. Credo sapesse che il rischio fosse reale”. La scena documenta come il personale percepisse il pericolo che la combinazione tra schiuma e fuochi pirotecnici potesse scatenare un incendio.

Nel filmato, i clienti ricevono le bottiglie con i bengala già accesi, una situazione molto simile a quanto avviene nella tragedia del 1° gennaio 2026, quando l’incendio ha devastato il locale, provocando la morte di 40 ragazzi (sei italiani) e il ferimento di 116. Quel video appare oggi come un monito drammatico: il rischio era noto, eppure le precauzioni adottate non sono state sufficienti.

Le immagini recuperate da Rts dimostrano inoltre che la vicinanza del soffitto e la presenza della schiuma infiammabile erano elementi evidenti già sei anni fa. Il barman sembra quasi anticipare ciò che accade nella notte della tragedia: la combinazione tra pirotecnica e materiale fonoassorbente rappresenta un pericolo concreto, testimoniato dal suo avvertimento ripetuto.

Anche la testimonianza della ragazza conferma la dinamica: “Non ci rendemmo conto della gravità della situazione. Pensavamo fosse solo attenzione per evitare schizzi di schiuma”. Oggi, alla luce del drammatico epilogo, la registrazione assume un peso maggiore, dimostrando che il rischio di incendio era evidente e conosciuto da anni.

Il video mette in luce non solo la pericolosità dei bengala a contatto con il soffitto fonoassorbente, ma anche l’assenza di un sistema di prevenzione efficace, un tema che rimane centrale nelle indagini. Gli avvertimenti del personale, già in passato, avrebbero dovuto suggerire controlli più severi e misure di sicurezza aggiuntive.

Le indagini e le criticità del locale

L’indagine della magistratura svizzera si concentra ora sulla sicurezza del locale e sulle responsabilità dei gestori. L’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado sottolinea la necessità di verità e giustizia: “Per le famiglie non è importante l’arresto, ma che vengano accertate le responsabilità”.

La procuratrice Beatrice Pilloud chiarisce che, nonostante ipotesi di omicidio, lesioni e incendio colposo, non ci sono presupposti per arresti preventivi. Le indagini vertono su documenti comunali, conformità dei lavori, materiali usati, vie di fuga, estintori e rispetto delle norme antincendio.

Tra le criticità emerse: soffitti infiammabili, porte che si aprono nella direzione sbagliata, scala del seminterrato ristretta, assenza di estintori, e la richiesta dei gestori di ampliare la terrazza pochi giorni prima della strage, aumentando la capienza e riducendo le possibilità di fuga. I lavori di ristrutturazione del 2015 avevano già introdotto la schiuma fonoassorbente e modificato la terrazza, elementi oggi centrali nella dinamica della tragedia.ù

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