Attentato in Cina: lanciate due bombe a mano in un mercato. Decine di morti

Un nuovo attentato terroristico scuote la Cina: una serie di esplosioni ha provocato 31 morti e almeno 94 feriti, alcuni dei quali molto gravi, nel centro della città di Urumqi, capoluogo della regione Xinjiang. L'attacco ha avuto luogo stamattina, poco prima delle 8, in prossimità del più grande mercato della città. Due uomini a bordo di un'auto hanno lanciato due bombe a mano in mezzo alla folla, provocando "perdite umani ingenti", secondo quanto riferito dallo stesso ministro cinese per la pubblica sicurezza. "Ho sentito quattro o cinque esplosioni, ho avuto paura e mi sono buttato a terra, ma ho fatto in tempo a vedere almeno quattro persone colpite, i corpi coperti di sangue", ha raccontato un testimone.
Pochi minuti dopo la tragedia su Waibo, versione cinese di Twitter, erano già state caricate numerose foto dell'attentato: uomini e donne a terra, vestiti, sangue ovunque e bancarelle demolite dall'esplosione: "Ho visto il fuoco, veicoli incendiati e venditori che scappavano lasciandosi dietro la loro mercanzia", ha raccontato un altro testimone. A dire il vero poco dopo l'attentato le autorità cinesi avevano parlato di "una collisione tra veicoli vicino a un parco pubblico e a un mercato all’aperto". Successivamente, tuttavia, si è scoperto che si trattava di ben altro: "Giuro che distruggeremo l’arroganza di questi terroristi", ha detto il capo della sicurezza di Urumqi.
Quello dell'attentato non è l'unico tragico fatto di cronaca della giornata di ieri. Sempre in Cina, infatti, un uomo ha terrorizzato gli alunni di una scuola elementare, recandosi nella struttura armato di mannaia. I bambini in quel momento stavano giocando in cortile e solo il provvidenziale intervento di alcuni funzionari ha scongiurato il peggio, non riuscendo comunque a evitare che otto venissero feriti. La drammatica scena – i cui si vedono i bambini che in preda al panico fuggono – è stata ripresa dalle telecamere della scuola: le immagini hanno consentito alla polizia di riconoscere e fermare subito l’aggressore.