Mentre è il mondo è col fiato sospeso in attesa della validazione dei test dei vaccini covid, attorno agli antidoti che saranno fondamentali per combattere la pandemia sembra sia partita già una nuova guerra internazionale a colpi di spionaggio. Nelle ultime settimane infatti alcuni hacker avrebbero tentato a più riprese di rubare dati sul vaccino covid Oxford-AstraZeneca inserendosi nei sistemi informatici dell’azienda farmaceutica. A rivelarlo a Reuters alcune fonti anonime che stanno investigando sul fatto.

Secondo le fonti, si tratterebbe di un attacco coordinato e mirato alle cui spalle potrebbe esserci il regime nordcoreano. Gli hacker infatti non hanno preso di mira subito i sistemi ma si sono presentati come reclutatori per profili professionali di alto livello per avvicinare lo staff di AstraZeneca con false offerte di lavoro. Una volta carpita la fiducia degli obiettivi, avrebbero quindi inviato semplici documenti da consultare dietro i quali però era inserito codice dannoso progettato per ottenere l'accesso al computer della vittima.

I tentativi hanno preso di mira diversi addetti del gruppo farmaceutico, incluso il personale che lavora alla ricerca covid ma si ritiene che non abbiano avuto successo. Secondo le fonti, le tecniche utilizzate negli attacchi dimostrerebbero che è in corso una campagna di hacking per accedere alle informazioni sui vaccini covid che funzionari statunitensi e ricercatori di cybersecurity hanno attribuito alla Corea del Nord.

Del resto fin dall’inizio della pandemia e della sperimentazione dei vaccini sono state molte le aziende e gli enti presi di mira da hacker più o meno organizzati. Secondo gli esperti di sicurezza, gruppi di hacker da Russia, Cina, Corea del nord e Iran avrebbero scatenato attacchi a più riprese prendendo di mira gli sviluppatori di vaccini sia in Europa che in Usa. La stessa Microsoft ha detto questo mese di aver osservato diversi gruppi di hacker prendere di mira gli sviluppatori di vaccini in più paesi. Pyongyang dal suo canto ha sempre rigettato le accuse parlando di  tentativi di Washington di infangare la sua immagine, così come hanno fatto gli latri Paesi chiamati in causa