Andre muore a 24 anni per demenza precoce e dona il cervello alla scienza: “Aiuterà gli altri a vivere più a lungo”

"Abbiamo deciso di donare il suo cervello alla ricerca medica perché se in futuro Andre riuscirà ad aiutare anche solo un'altra famiglia a trascorrere ancora del tempo prezioso con una persona cara, significa che ne è valsa la pena", così la madre di Andre Yarham, 24enne britannico affetto da demenza precoce ha spiegato cosa ha spinto la famiglia a donare il suo cervello all'ospedale di Addenbrooke dopo il decesso del giovane poco dopo Natale, il 27 dicembre scorso.
La signora Fairbairn notò per la prima volta i cambiamenti nel comportamento del figlio nel novembre 2022, quando Yarham iniziò ad avere atteggiamenti sempre più strani e a perdere la memoria. "Un giorno doveva andare in città per prendere qualcosa, sarebbe dovuto andare in negozio ma ha deciso di prendere l'autobus" ha raccontato la donna, rivelando che il figlio spesso si comportava come se non sentisse chi gli era al fianco. I sintomi divennero in poco tempo sempre più gravi fino agli esami e alla terribile diagnosi poco prima del suo 23° compleanno: demenza frontotemporale dovuta a una mutazione proteica. Come spiega l'Iss a differenza delle altre demenze, che affliggono generalmente persone di oltre 65 anni di età, la demenza fronto-temporale tende a manifestarsi in persone più giovani. La maggior parte dei casi accertati riguarda persone tra i 45 ed i 65 anni di età.
Una notizia che inevitabile ha gettato nello sconforto parenti e amici del giovane. "La demenza è una malattia crudele e non la augurerei a nessuno. Se hai un cancro puoi sottoporti a radioterapia o chemioterapia con la speranza che la malattia vada in remissione e condurre una vita attiva. Con la demenza, invece, non c'è nulla da fare", ha dichiarato la 49enne.
Per questo la donna ha deciso di farsi promotrice di una campagna di sensibilizzazione per le ricerche contro la malattia. "La demenza non discrimina in base all'età. Mio figlio era uno dei più giovani. Voglio che la gente sappia quanto è crudele questa malattia", ha dichiarato la donna che si è presa cura del 24enne fino a quando il ragazzo non si è allettato completamente. Andre Yarham è entrato in casa di cura a settembre dell'anno scorso, ma le sue condizioni si sono aggravate molto rapidamente fino al decesso nell'hospice.
"Una cosa che la malattia non è mai riuscita a fare fino alla fine è stata togliergli la personalità, il senso dell'umorismo, la risata e il sorriso. Anche se non parlava più, lo si sentiva ridere” ha raccontato la madre.