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Proteste in Iran dopo la morte di Mahsa Amini
18 Ottobre 2022
09:39

Altra studentessa morta in Iran: “Massacrata perché si è rifiutata di intonare canzone pro-regime”

I fatti sono avvenuti lo scorso 13 ottobre nel liceo femminile Shahed ad Ardabil. La 16enne Asra Panahi sarebbe stata picchiata selvaggiamente dalle forze di sicurezza iraniane per essersi rifiutate di cantare slogan che lodavano l’Ayatollah. La denuncia del Consiglio di coordinamento delle associazioni di categoria degli insegnanti iraniani.
A cura di Biagio Chiariello
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Asra Panahi
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Proteste in Iran dopo la morte di Mahsa Amini

Dopo il caso di Mahsa Amini, la giovane donna la cui morte in custodia sta scatenando da settimane proteste in tutto l’Iran, e quello della 16enne Nika Shakarami, il cui corpo senza vita è stato rinvenuto a Khorramabad, nell’ovest del Paese, dopo aver preso parte a una delle tante manifestazioni tenutesi in seguita alla morte della stessa Mahsa, un'altra spinosa vicenda scuote l'Iran.

La studentessa 16enne Asra Panahi sarebbe stata uccisa dai servizi di sicurezza iraniani per essersi rifiutata di cantare una canzone pro-regime dopo che la sua scuola ha subito una perquisizione la scorsa settimana, scatenando ulteriori proteste in tutto il Paese durante questo fine settimana. A riportarlo è il Guardian.

Secondo il Consiglio di coordinamento delle associazioni di categoria degli insegnanti iraniani, la sedicenne è morta dopo che le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nel liceo femminile Shahed ad Ardabil il 13 ottobre e hanno chiesto a un gruppo di ragazze di cantare un inno che lodava il leader supremo dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei. Le studentesse si sarebbero però rifiutate innescando la violenta reazione delle guardie: alcune giovani sono state picchiate e altre arrestate. Venerdì, secondo quanto riferito, Asra è morta in ospedale per le ferite riportate durante il pestaggio.

I funzionari iraniani hanno negato la responsabilità delle proprie forze di sicurezza e, dopo che la morte della giovane studentessa ha suscitato indignazione in tutto l'Iran, un uomo identificato come suo zio è apparso sui canali della TV di stato affermando che Asra è "morta per una condizione cardiaca congenita".

Secondo l'ultimo rapporto del gruppo Iran Human Rights, 215 persone, tra cui 27 minorenni, sono state uccise a livello nazionale da quando le proteste sono cominciate esattamente un mese fa. L'obiettivo è fare luce sulla morte di Mahsa Amini, avvenuta in circostanze poco chiare in un carcere di Teheran lo scorso 16 settembre: Amini era stata arrestata per aver indossato non correttamente il velo e l’ipotesi dei manifestanti è che sia stata uccisa in un successivo pestaggio da parte della polizia (in Iran le donne sono obbligate per legge a indossare il velo nei luoghi pubblici).

Nelle ultime settimane la protesta si è spostata prima nelle università e poi nelle scuole. Molti i video girati nelle aule con alunni che sventolano l'hijab, strappano le foto dei leader supremi iraniani e gridano slogan anti-regime. La risposta delle autorità iraniane non si è fatta attendere: diverse le incursioni nelle scuole di tutto l'Iran dalla scorsa settimana, con filmati che sembrano mostrare agenti che si fanno strada con la forza nelle classi, strattonano le studentesse, le arrestano e spingono nelle volanti e sparano gas lacrimogeni negli edifici scolastici.

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