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L'alluvione in Libia del 2023

Alluvione in Libia, si stimano 20mila morti: “A Derna macerie di edifici crollati e corpi ovunque”

Secondo il sindaco di Derna, la città portuale della Libia colpita dall’alluvione di sabato scorso, si temono almeno 20mila vittime dopo il crollo delle due dighe che hanno dato vita ad uno tsunami d’acqua: “Ci sono corpi ovunque, servono sacchi per cadaveri”.
A cura di Ida Artiaco
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Si fa sempre più difficile la situazione in Libia, colpita nei giorni scorsi dalla furia della tempesta Daniel. L'acqua ha portato morte e distruzione soprattutto nella città portuale di Derna, dove il sindaco, Abdulmenam al-Ghaithi, ha dichiarato all'emittente televisiva saudita Al Arabiya di stimare tra le 18mila e le 20mila vittime dopo il crollo delle due dighe che hanno liberato uno tsunami d'acqua mentre la gente dormiva sabato notte.

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Le sue cifre si basano sul numero di comunità distrutte dall'acqua dell'alluvione, ma mancano ancora numeri ufficiali. I corpi non ritrovati rimangono sotto le macerie o in mare, aumentando il rischio di malattie. Per questo il primo cittadino e i servizi di soccorso lanciano un appello per avere un maggior numero di sacchi per cadaveri, mentre gli aiuti internazionali stanno lentamente iniziando a raggiungere la città portuale. Sono già arrivati quelli provenienti da Egitto, Turchia e Qatar.

Ankara sta inoltre inviando anche una nave con attrezzature per allestire due ospedali da campo e 148 membri di personale medico per aiutare i sanitari locali nelle operazioni di salvataggio. La Croce Rossa Internazionale ha definito lo scenario nel Paese "apocalittico".

Hichem Abu Chkiouat, ministro dell’Aviazione civile nell’amministrazione che governa la Libia orientale, aveva dichiarato nelle scorse ore che "il mare sta scaricando costantemente dozzine di corpi". Le pattuglie marittime stanno lavorando lungo la costa cercando di localizzare i cadaveri spiaggiati, molti dei quali vengono trasferiti a Tobruk per poter essere identificati.

"L'acqua ora si è fermata e ciò che resta sono solo le macerie e le persone che sono state portate sott'acqua dall'alluvione. Qui ci sono cadaveri ovunque", ha raccontato alla BBC il fotografo Taha Muftah, il quale ha detto anche di essere fortunato a vivere nella parte orientale di Derna, che si trova su una collina ed è stata risparmiata dall'inondazione. Il fotoreporter ha anche aggiunto che che i soccorritori sono arrivati e stanno "facendo del loro meglio e dando tutto il loro impegno", ma non hanno l'attrezzatura e l'esperienza necessarie per affrontare la portata del disastro. Eppure, "gli esperti avevano avvertito che le dighe rischiavano di crollare già dal 2011. Nessuno ha fatto nulla".

Si teme inoltre che tra le vittime possano esserci anche decine di migranti, dal momento che in particolare che Derna e la vicina Sousse, a causa della loro vicinanza all’Italia e alla Grecia, sono punti di snodo per migliaia di profughi in attesa attraversare il Mediterraneo: molti di loro si trovavano in alloggi vicino al porto.

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