
Pensiamoci.
A quest’ora potevamo essere in un mondo in cui le grandi potenze si univano siglando un grande accordo multilaterale per combattere il cambiamento climatico, che per quanto ce lo siamo ormai dimenticati è ancora oggi la vera grande sfida della nostra epoca.
E invece siamo in un mondo in cui le grandi potenze, a partire dagli Usa di Donald Trump, hanno rotto ogni accordo di cooperazione e combattono per i combustibili fossili, dalla Russia al Venezuela, fino alla Iran.
A quest’ora, potevamo essere in un mondo in cui l’economia cresce grazie alla transizione verso tecnologie e stili di vita sostenibili e alla trasformazione delle città.
E invece siamo in un mondo che passa da una recessione all’altra, da una crisi energetica all'altra – buon ultima quella in corso ora – in cui gli unici che fanno palate di soldi sono i miliardari produttori di combustibili fossili, di armi, di tecnologie militari e di sorveglianza. Mentre i poveri devono fare i conti con bollette stellari ed eventi climatici estremi.
A quest’ora, potevamo essere in un mondo in pace, in cui gli Stati investono in scuola, salute, infrastrutture sostenibili, e in cui sono ancora in vigore i trattati contro la proliferazione di armi nucleari.
E invece ci ritroviamo in un mondo in cui l’unica spesa pubblica che cresce e continuerà a crescere è quella per armare gli Stati fino ai denti, nel nome della deterrenza. Come se non fosse abbastanza chiaro già oggi che armarsi porta dritti alla guerra, non alla pace.
A quest’ora è troppo tardi per i rimpianti.
Ma pensateci di nuovo: tutto quello che stiamo vivendo oggi è figlio della propaganda di chi vi diceva che la lotta al cambiamento climatico avrebbe distrutto l’economia, che avrebbe fatto la fortuna dei ricchi, che ci avrebbe regalato un futuro di miseria, che ci avrebbe fatto tornare indietro.
Abbiamo dato retta a questi pifferai magici che ci promettevano di tornare a chissà quale età dell'oro? E ora ci ritroviamo con l’economia distrutta, con i miliardari che dominano il mondo, con la guerra alle porte e un futuro che di sicuro non ci sorride.
Promemoria per il futuro: ricordiamocelo la prossima volta, se mai ci sarà una prossima volta.