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Coronavirus
24 Maggio 2021
08:38

“A Wuhan 3 virologi malati a novembre 2019”: il report dell’Intelligence Usa sull’origine del Covid

Il Wall Street Journal ha pubblicato un’indiscrezione, citando fonti dell’Intelligence Usa, secondo cui “tre scienziati del Wuhan Institute of Virology si sono ammalati nell’autunno 2019 con sintomi coerenti sia con il Covid-19 che con la comune malattia stagionale”. La notizia, pubblicata in esclusiva, riaccende il dibattito sull’origine del Covid-19, in particolare su una sua possibile creazione in laboratorio, cosa che è stata esclusa finora dall’Oms.
A cura di Ida Artiaco
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Tre virologi a Wuhan si sarebbero gravemente ammalati già a novembre 2019, ben due mesi prima che venisse individuato il primo caso di Coronavirus nella Capitale della provincia cinese del'Hubei. L'indiscrezione arriva in esclusiva dal quotidiano americano Wall Street Journal, che cita fonti dell'Intelligence Usa e che riaccende il dibattito sull'origine del Covid-19, in particolare su una sua possibile creazione in laboratorio, cosa che al momento è sempre stata esclusa ufficialmente dall'Organizzazione mondiale della Sanità. Il rapporto, finora tenuto top secret, avvalora la tesi di un foglio informativo del Dipartimento di Stato, diffuso durante gli ultimi giorni dell'amministrazione Trump, secondo cui diversi ricercatori del Wuhan Institute of Virology, specializzato nello studio di coronavirus e altri agenti patogeni, si sono ammalati nell'autunno 2019 "con sintomi coerenti sia con il Covid-19 che con la comune malattia stagionale". Per altro, fonti anonime vicine al dossier sottolineano la validità di queste indiscrezioni, nonché la loro precisione: per questo motivo, nel foglio informativo è scritto nero su bianco che i virologi ammalati si sono contagiati col Covid-19, e anche gravemente al punto da finire in ospedale.

Cosa sappiamo sul rapporto citato dal Wsj

Nell'articolo del Wsj si sottolinea che, negli ambienti dell'Intelligence, non c'è una posizione unanime relativa all'affidabilità del report. Una persona, in particolare, ha riferito che il documento sarebbe stato fornito da un partner internazionale: sarebbe "potenzialmente significativo -si legge sul giornale- ma sarebbero necessarie ulteriori verifiche e conferme supplementari". Per un altro soggetto interpellato, il documento è "solido". "L'informazione ottenuta da fonti diverse era di qualità eccelsa, molto precisa. Non diceva in maniera esatta di cosa si siano ammalati", in riferimento ai ricercatori.

La Cina: "Propaganda Usa sulla teoria del laboratorio"

Novembre 2019 è la data approssimativa individuata da molti epidemiologi e virologi sull'inizio della diffusione del virus, nella città centrale cinese di Wuhan. Pechino sostiene invece che il primo caso confermato è stato un uomo che si è ammalato l'8 dicembre 2019. Nessuna condivisione dei dati, dei registri di laboratorio, da parte dell'istituto di Wuhan. Il Paese del Dragone ha comunque sempre negato che il virus sia scappato dal laboratorio. "Gli Stati Uniti continuano a propagandare la teoria della fuga di laboratorio", ha detto il ministero degli Esteri in risposta a una richiesta di commento del Wall Street Journal. "Si preoccupa davvero di rintracciare la fonte o cerca di distogliere l'attenzione?", è stata la provocatoria controreplica. Dall'altra parte il presidente Usa Joe Biden e la sua amministrazione non hanno commentato il foglio informativo dell'Intelligence, limitandosi ad osservare che tutte le teorie tecnicamente credibili sull'origine della pandemia dovrebbero essere esaminate dall'Oms e dagli esperti internazionali. "Continuiamo a porci delle domande sulle origini della pandemia Covid-19 all'interno della Repubblica Popolare Cinese", ha detto una portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Ma, ha aggiunto, "per una questione di politica non commentiamo mai le questioni di intelligence".

I dubbi degli scienziati sulle origini del Covid

Proprio l'Oms a inizio 2021 aveva inviato a Wuhan un team di esperti per analizzare le origini del virus. Quest'ultimo avevano però concluso che poteva ritenersi improbabile la creazione in laboratorio. Ancora prima, nel maggio del 2020 l’Organizzazione mondiale della Sanità ha promosso uno studio congiunto con gli scienziati cinesi. Il risultato è un rapporto di 313 pagine, pubblicato sul sito il 30 marzo 2021, sulla base di dati esaminati tra il 14 gennaio e il 10 febbraio 2021. L’analisi conclude che "è molto probabile" che l’infezione sia stata trasmessa dai pipistrelli agli esseri umani, mentre è "decisamente improbabile" che il virus sia sviluppato nei laboratori di Wuhan. In realtà non ci sono prove sufficienti a sostegno né dell’una né dell’altra tesi. Al punto che qualche giorno fa, precisamente il 15 maggio, in una lettera pubblicata sulla prestigiosa rivista Science 18 scienziati hanno chiesto di indagare ancora sulle origini del Covid-19, per una maggiore chiarezza sulla pandemia di Coronavirus e di prendere in considerazione tutte le ipotesi perché le indagini fatte finora non hanno in realtà portato a certezze. Anche Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infections Diseases (Niaid), aveva ammesso pochi giorni fa di non escludere che il virus "sia stato creato in laboratorio", aggiungendo: "È importante che si faccia un’indagine indipendente, oggettiva, non di parte". Intanto oggi, è in programma l'Assembla mondiale della sanità, in cui si parlerà proprio delle indagini sull'origine del virus.

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