video suggerito
video suggerito
Guerra tra Iran, Usa e Israele

A quanto pare, sono stati gli americani a bombardare la scuola in Iran dove sono morte oltre 150 bambine

Le indagini ufficiali sono ancora in corso sul bombardamento che ha colpito la scuola elementare femminile di Minab, in Iran. Molti indizi riportati dai media statunitensi, però, puntano agli Stati Uniti, e anche gli investigatori americani lo ritengono “probabile”. Secondo fonti iraniane, l’attacco avrebbe causato almeno 175 vittime, in gran parte tra i sette e i dodici anni.
A cura di Luca Pons
0 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Non c'è ancora un responsabile ufficiale per il bombardamento che il 28 febbraio ha colpito la scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh, a Minab, nel sud dell'Iran. Tuttavia, gli inquirenti statunitensi riterrebbero "probabile" che la colpa sia proprio degli Stati Uniti. Molti altri indizi puntano proprio verso gli Usa, che si sono occupati dell'offensiva militare in quell'area. Negli stessi momenti in cui la scuola veniva colpita è stata bombardata una base navale del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Irgc) iraniano poco distante. Non solo: l'edificio della scuola, fino a una decina di anni fa, era probabilmente parte della stessa base navale.

Il numero di vittime è stato fornito dalle autorità iraniane. Si parla di almeno 175 morti, di cui la maggior parte sarebbero studentesse tra i sette e i dodici anni di età. L'attacco è avvenuto di sabato mattina, un giorno che in Iran è lavorativo e in cui le scuole sono aperte. Le immagini dei funerali hanno mostrato oltre cento nuove tombe scavate in un cimitero di Minab.

Le indagini Usa in corso: "È probabile che siamo stati noi"

Come detto, le indagini ufficiali sono ancora in corso. Proprio da qui arriverebbe una prima indicazione. L'agenzia Reuters ha riferito che gli investigatori militari statunitensi ritengono "probabile" che la responsabilità ricada proprio sugli americani.

Gli ufficiali che hanno parlato con l'agenzia non hanno dato ulteriori informazioni: non si sa quali prove abbiano a sostegno dell'accusa. E nemmeno quanto manchi esattamente alla conclusione delle indagini, che – gli intervistati non l'hanno escluso – potrebbero anche portare a un esito diverso. Questo elemento, però, si unisce a diversi indizi raccolti dal New York Times che, quando vengono messi in fila, aiutano a dare un quadro più chiaro di cosa è accaduto quel giorno.

Gli attacchi statunitensi nella zona della scuola

Innanzitutto va chiarita la posizione della scuola. L'edificio si trova nel Sud del Paese, a quasi mille chilometri da Teheran, ma molto vicino a una base navale prossima allo stretto di Hormuz. Come il generale statunitense Dan Caine ha spiegato in una conferenza stampa pubblica, americani e israeliani si erano sostanzialmente divisi le zone in cui attaccare. Il Sud è stato lasciato alle offensive degli Usa.

Non solo: gli Stati Uniti hanno confermato di aver attaccato obiettivi navali vicini allo stretto di Hormuz, proprio dove si trova la base in questione. In una mappa mostrata ai cronisti, Caine ha indicato l'area degli attacchi. In quella zona si trova anche Minab, che pure il generale non ha citato esplicitamente.

La base navale iraniana in questione è stata bombardata, il 28 febbraio, con missili di precisione che hanno colpito in modo esatto almeno sei edifici. L'attacco è avvenuto attorno alle 11.30 di mattina (ora locale). I video pubblicati sui social network in quel momento – verificati dal Times – dimostrano che la scuola elementare è stata colpita nello stesso momento. Mentre colonne di fumo si alzavano dalla base navale, le immagini mostrano persone impegnate a cercare sopravvissuti tra i detriti della scuola.

La scuola una volta era parte della base navale bombardata

Le immagini satellitari, andando indietro negli anni, mostrano anche un altro aspetto della vicenda. La scuola Shajareh Tayyebeh, fino a una decina di anni fa, era probabilmente parte della stessa base navale iraniana.

Guardando alle foto catturate dai satelliti nel 2013, risulta che l'edificio attualmente usato come scuola all'epoca fosse collegato al resto della base navale da strade. Non c'era alcuna separazione o barriera. Si potrebbe pensare che fosse semplicemente un'estensione della base.

Nel giro di pochi anni, però, la situazione è cambiata. Nel 2016 si vede dal satellite che le strade sono sparite ed è sorto un muro che circonda il perimetro della base navale, lasciando fuori la scuola. Ancora più tardi, nel 2018, si possono osservare anche due campi da gioco costruiti attorno alla scuola, a confermare che da anni veniva usata come luogo per bambini.

Non si può escludere che gli Stati Uniti abbiano attaccato l'edificio ritenendo che si trattasse ancora di una struttura militare, ma per il momento non ci sono conferme o prove definitive su questo. Finora le autorità statunitensi si sono limitate a rimandare alle indagini, affermando – come ha fatto più volte la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt – che gli Stati Uniti "non mirano a colpire civili".

Le accuse all'Iran non reggono, al momento

Su Internet sono sorte anche le voci di chi accusa l'Iran di aver colpito la scuola con missile caduto lì per sbaglio. Un errore tecnico che poi sarebbe stato ‘scaricato' su Stati Uniti e Israele. Tuttavia, al momento non c'è nessun indizio credibile che porta in questa direzione. Era circolata la foto di un missile iraniano che aveva cambiato traiettoria ed era improvvisamente tornato indietro: ma questo si trovava a oltre 1.300 chilometri dalla scuola.

Per di più, numerosi esperti hanno sottolineato che un singolo razzo finito ‘fuori strada' non avrebbe potuto colpire diversi edifici nella base navale. Dunque, dovrebbe trattarsi di un colpo iraniano che, per coincidenza, ha colpito con precisione la scuola nello stesso momento in cui altre bombe (presumibilmente statunitensi) cadevano sulla base navale vicina. Nuove informazioni potrebbero emergere, ma per quanto ne sappiamo al momento è un'ipotesi che sembra difficile sostenere.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views