A Minneapolis agente ICE spara a immigrato davanti casa: “Legittima difesa, aggredito con una scopa”

Ancora tensioni e scontri a Minneapolis una settimana dopo l’uccisione di Renee Nicole Godd da parte di un agente ICE. Nelle scorse ore infatti un membro dell'Immigration and Customs Enforcement ha sparato e ferito un immigrato durante una nuova operazione scatenando altre proteste di piazza contro l’uso brutale della violenza durante gli interventi dell’Agenzia anti migranti volute dall’amministrazione Trump. L’incidente mercoledì sera quando l'agente federale ha sparato alle gambe di un uomo davanti casa durante un tentativo di controllo.
Secondo le autorità locali, si tratterebbe di legittima difesa dopo che l’uomo, cittadino venezuelano, avrebbe reagito al controllo anti immigrazione. I fatti poco prima delle 19 del 14 gennaio a una ventina di chilometri dal luogo dell’uccisione di Renee Nicole Godd. Secondo il portavoce del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, gli agenti federali, con un controllo mirato nel traffico, stavano cercando di arrestare un uomo proveniente dal Venezuela che si trovava illegalmente nel Paese ma che è fuggito verso la zona di residenza con l'auto.
"Quando è stato raggiunto ha iniziato a opporre resistenza e ad aggredire violentemente l'agente" riferisce l’ICE spiegando che poi a lui si sono unite altre persone della zona che avrebbero aggredito gli agenti con manici di scopa. A questo punto l'agente ha sparato, colpendo il venezuelano alla gamba. "Temendo per la sua vita e la sua incolumità mentre veniva assalito da tre individui, l'agente ha sparato colpi di arma da fuoco per difendersi", ha affermato il dipartimento. L’uomo è stato soccorso e condotto in ospedale insieme l’agente che sarebbe stato colpito con i bastoni.
L’episodio ha innescato protese di piazza con decine di persone scese in strada con lancio di petardi e altri oggetti contro gli agenti. Le autorità di Minneapolis hanno chiesto calma affermando che l'uomo è stato ricoverato in ospedale ma con ferite apparentemente non mortali. "Comprendiamo che c'è rabbia. Chiediamo alla popolazione di mantenere la calma" ha dichiarato l’amministrazione invitando però di nuovo l'ICE a “lasciare immediatamente la città e lo Stato".
"La situazione in cui si trova attualmente la nostra città è impossibile da sostenere", ha dichiarato il sindaco Jacob Frey confrontando il numero di agenti di polizia in città (600) con il numero di agenti federali dell'Immigration and Customs Enforcement e di frontiera (3.000). "Stiamo cercando di trovare un modo per garantire la sicurezza delle persone, proteggere i nostri vicini e preservare l'ordine", ha affermato Frey, mettendo in guardia i manifestanti dal “non cadere nel tranello".
Il Governatore: "Vendetta di Trump contro lo Stato che ha votato contro di lui"
Durissimo l'intervento del Governatore del Minnesota Tim Walz: che ha accusato Trump di vendetta contro lo Stato che ha votato contro di lui: "Donald Trump vuole la violenza nelle strade. Vuole che la situazione peggiori ulteriormente. Questa settimana, ha promesso che ‘il giorno della vendetta e della resa dei conti sta arrivando'. Questa è una minaccia diretta contro il popolo di questo Stato che ha osato votare contro di lui tre volte e che continua a difendere la libertà con coraggio, empatia e profonda grazia" ha dichiarato il governatore in un intervento pubblico. Walz ha poi esortato i cittadini del Minnesota a "protestare ad alta voce, con urgenza, ma anche pacificamente". Ha anche invitato i residenti a "filmare pacificamente gli agenti dell'ICE". "Se vedete questi agenti dell'ICE nel vostro quartiere, prendete il telefono e premete il tasto "registra", ha detto Walz. "Aiutateci a creare un database delle atrocità commesse contro i cittadini del Minnesota, non solo per creare un archivio per i posteri, ma anche per conservare le prove per future azioni penali".