Dopo l’Abruzzo, tocca alla Sardegna. Il 2019 è l’anno delle elezioni europee, ma anche delle regionali. Domenica 24 febbraio sarà il turno della Sardegna, che eleggerà il presidente di Regione. Un voto su cui potrebbe incidere, all’ultimo, anche la protesta dei pastori sardi che in questi giorni stanno portando avanti un tavolo con il Viminale per trovare una soluzione all’attuale situazione sul prezzo del latte. La sfida sarda sembra essere a tre, tra i candidati del centrodestra, del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle. Il presidente uscente è Francesco Pigliaru, eletto tra le fila del centrosinistra. Il Movimento 5 Stelle, invece, è chiamato a confermare l’ottimo risultato delle elezioni politiche del 2018, quando raccolse più del 40% dei voti nell’isola. Ma il favorito, secondo i sondaggi, è il centrodestra di Christian Solinas.

Come si vota alle elezioni regionali in Sardegna

La legge elettorale prevede un unico turno, senza ballottaggio: viene eletto presidente il candidato che prende più voti. Se il candidato raccoglie tra il 25% e il 40% dei voti, avrà un premio di maggioranza grazie al quale le sue liste otterranno il 55% dei seggi. Se supera il 40%, i seggi saranno il 60%. Se nessun candidato dovesse raggiungere almeno il 25%, non ci sarà alcun premio di maggioranza. Verranno eletti, in totale, 60 consiglieri regionali. C’è la possibilità di voto disgiunto: è quindi possibile votare un candidato presidente e anche una lista che non è a lui collegata. Si può esprimere la preferenza per la lista. La soglia di sbarramento è al 10% per le coalizioni e al 5% per le liste. Si vota dalle 6:30 alle 22, ma lo scrutinio inizierà solamente il lunedì mattina.

Chi sono i candidati alle elezioni regionali in Sardegna

Il candidato del centrodestra, Christian Solinas, sulla base degli ultimi sondaggi pubblicati, è in vantaggio rispetto agli altri, ottenendo circa il 35% dei voti. A sostenerlo la coalizione di cui fanno parte Lega, Fi, FdI e Partito sardo d’azione. Il candidato è stato scelto dalla Lega ed è il segretario del Partito sardo d’azione che alle politiche ha fatto un accordo proprio con il Carroccio. Dietro di lui, secondo i sondaggi, c’è il candidato del centrosinistra, Massimo Zedda, sindaco di Cagliari. Fanno parte della sua coalizione il Pd, Leu, +Europa e molte liste civiche. È dato intorno al 30% dai sondaggi pubblicati negli scorsi giorni. Poco dietro troviamo Francesco Desogus, bibliotecario di Cagliari candidato con il Movimento 5 Stelle. In lizza ci sono anche: Vindice Lecis, Sinistra sarda-Rifondazione comunista; Paolo Maninchedda – Partito dei sardi: Andrea Murgia – Autodeterminazione; Mauro Pili – Sardi liberi. Tra questi l’unico dato a buone percentuali è Pili, intorno al 5%. Tutti gli altri sono sotto il 3%. Per quanto riguarda i partiti, i sondaggi delle scorse settimane davano in testa il M5s con il 23%, seguito dalla Lega (15%) e dal Pd (12%).

Come è andata alle regionali del 2014

Alle scorse elezioni regionali, che si sono tenute a febbraio del 2014, si affermò Francesco Pigliaru, candidato del centrosinistra. Il Pd fu il primo partito della sua coalizione con il 22%. Dietro di lui arrivò Ugo Cappellacci, del centrodestra, con il 39,6%. Forza Italia raccolse il 18,5%, Fratelli d’Italia meno del 3%, mentre la Lega non si presentò. Così come non si presentò nessun candidato per il Movimento 5 Stelle. Altri candidati erano Michela Murgia (10,3%) e Mauro Pili (5,7%).

Come è andata alle politiche del 2018

Il voto del 4 marzo 2018 ha visto una situazione completamente ribaltata rispetto alle regionali del 2014. Andando ad analizzare il risultato della Camera, si nota subito la netta affermazione del Movimento 5 Stelle, con il 42,5% dei voti. Lontano il centrodestra, che si è fermato al 31%. All’interno della coalizione si registrava il 14,8% per Forza Italia e il 10,8% della Lega, con Fratelli d’Italia al 4%. Il centrosinistra ha subito invece un crollo, fermandosi al 17,7%, con il Pd fermo al 14,8%. Indietro anche Liberi e Uguali, al 3,1%.