Il ministro degli Interni Matteo Salvini ha ricevuto al Viminale una delegazione dei pastori sardi: "Da 60 centesimi al minimo di un euro al litro e non mi alzo finché da quel tavolo non ci sarà questo intervento". Il vicepremier leghista prova a rassicurare i manifestanti, mentre infuria la protesta in Sardegna, dove il latte di pecora viene versato per le strade, dai cavalcavia, con disagi per la circolazione, a causa del prezzo troppo basso della materia prima. Adesso i manifestanti vogliono bloccare i seggi in occasione delle elezioni regionali del 24 nell'isola. "Oggi pomeriggio – ha spiegato Salvini – saremo al Ministero dell'Interno ad oltranza finché non si troverà una soluzione con tutte le parti interessate: pastori, imprenditori, consorzi, cooperative, gli industriali rappresentanti del territorio. Conto che si torni ala normalità il prima possibile, garantendo chi produce, chi munge. Il prezzo del Latte non può essere 60 centesimi al litro. Bisogna verificare che il prodotto consumato in Italia e spacciato come italiano sia italiano. Bisogna verificare che chi controlla controlli perché c'è un eccesso di produzione. È un problema che si protrae da tanti anni. Se qualcuno si fosse mosso per tempo, non ci troveremmo in queste condizioni".

Pur di trovare una soluzione in tempi stretti Salvini ha scelto di disertare il ricevimento per l'anniversario dei Patti Lateranensi: "Se non sarò in Vaticano non è perché starò passeggiando a Villa Borghese ma perché conto che il latte torni a essere formaggio e non sia gettato in strada. Non vado in Vaticano perché mi occupo di ordine pubblico e in Sardegna si deve poter mungere, vendere e viaggiare in macchina"

"Ci aspettiamo che si arrivi alla definizione di un prezzo del latte di pecora a 1 euro al litro più Iva, alla programmazione della produzione e al commissariamento dei 3 consorzi di tutela delle nostre Dop" ovvero Pecorino romano, Pecorino sardo e Fiore sardo. Lo ha detto la delegazione composta da una decina di pastori sardi in attesa di salire all'incontro con il vicepremier Salvini e con il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, al quale parteciperanno tutti i rappresentanti della filiera. "Andremo avanti fino a quando non raggiungeremo gli obiettivi", ha affermato Leonardo Salis presidente di una coopeerativa di Dorgali in provincia di Nuoro. "Stiamo lavorando sottocosto a 60 centesimi al litro e non ce la facciamo più". Quanto alle misure che il governo può adottare nell'immediato i pastori indicano "il ritiro delle giacenze del Pecorino Romano". 

Il M5S passa al contrattacco: "Grazie al Vice Premier Matteo Salvini che ha dichiarato che in 48h risolverà i problemi dei pastori che vanno avanti da decenni, la ringrazio e ci fa piacere – ha scritto il deputato Luciano Cadeddu in un post su Facebook – La mia domanda è molto semplice, accogliendo le proposte di Coldiretti al Viminale che ha sfilato con ‘alcuni, pochissimi pastori' siete realmente convinti di risolvere problemi che vanno avanti da decenni? Questa è una protesta senza bandiere e ieri per la prima volta una delegazione di pastori con i rappresentanti del Movimento Pastori, un movimento non riconosciuto che esiste da 1997 è stata accolta dal Premier Giuseppe Conte. Oggi sembra che la protesta abbia un nuovo referente ovvero ‘Coldiretti', io ne dubito fortemente. Pastori tenete duro, io non mollo, voi non mollate qui o si risolvono strutturalmente i problemi o non si va da nessuna parte. Questa è una cosa seria, non è propaganda elettorale o sfilate con foto finale al Viminale".

Per il M5S non occorrono misure ‘una tantum': "Nei prossimi giorni saremo insieme ai cittadini e agli allevatori sardi per confrontarci sul dramma della cosiddetta crisi dei prezzi del latte ovino e caprino. Su questo fronte il MoVimento 5 Stelle è al lavoro dall'inizio della legislatura, nella consapevolezza che la questione del dumping ai danni dei pastori, costretti a vendere il loro latte a cifre che non coprono neanche i costi, non è un'emergenza di questi giorni e non può essere risolta con misure spot – si legge sul Blog delle Stelle, in un post a firma di Filippo Gallinella e Luciano Cadeddu, rispettivamente presidente e membro della commissione Agricoltura della Camera – Quelle 12mila aziende agropastorali sono il fiore all'occhiello dell'economia sarda e hanno diritto a una risposta strutturale ai problemi che denunciano. Certo, c'è bisogno di scongiurare il dramma concreto e attuale delle migliaia di famiglie che rischiano di non avere più mezzi di sostentamento, ma l'esperienza passato ci conferma che senza rimuovere alla radice le cause il problema presto si ripresenterebbe in tutta la sua drammaticità". Secondo i pentastellati si dovrebbe tenere sotto controllo l'offerta con un registro elettronico, verificando che alle quantità di latte prodotto corrispondano determinate quantità di formaggio venduto.