Il 2019 sarà un anno caratterizzato da tanti appuntamenti elettorali. Regionali, comunali ed europei. E il primo voto da segnare sul calendario è quello di domenica 10 febbraio, quando i cittadini abruzzesi saranno chiamati a rinnovare il consiglio regionale e ad eleggere un nuovo presidente. Le elezioni regionali dell’anno continueranno il 24 febbraio in Sardegna, il 24 marzo in Basilicata, il 26 maggio in Piemonte per poi terminare in autunno con il voto in Emilia Romagna e Calabria. In Abruzzo si torna a votare dopo il 2014: sarà un’elezione anticipata dopo che il presidente uscente, Luciano D’Alfonso, è stato eletto in Senato e ha preferito il seggio di Palazzo Madama. Così, ad agosto è stata dichiarata l’incompatibilità tra le due cariche e si è proceduto con lo scioglimento del consiglio regionale, con l’incarico passato al vicepresidente Giovanni Lolli.

D’Alfonso fu eletto nel 2014 con il 46%. Dietro di lui arrivò il candidato del centrodestra, Giovanni Chiodi, al 29%. Terza piazza per Sara Marcozzi, del Movimento 5 Stelle, al 21%: unica tra i candidati di allora a ripresentarsi anche oggi. Ma il voto del 2014 è sicuramente molto distante nel tempo. Più esemplificativo può essere quanto avvenuto alle urne il 4 marzo 2018, in occasione delle elezioni politiche. A prevalere, in Abruzzo, fu il Movimento 5 Stelle con il 40%. Seguito dal centrodestra al 35%, con Lega e Forza Italia entrambe intorno al 14%. Il centrosinistra, invece, raccolse solo il 17% dei voti.

Come e quando si vota in Abruzzo

Si voterà domenica 10 febbraio, dalle ore 7 alle 23. In unico turno: l’inizio dello scrutinio è previsto appena terminate le operazioni di voto. Ogni elettore può esprimere una preferenza per un candidato alla presidenza e per una lista collegata. Non è ammesso il voto disgiunto. Per quanto riguarda le liste, si possono esprimere al massimo due voti, ma solamente a candidati di sesso diverso e della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza. La soglia di sbarramento è fissata al 4% per le liste solitarie e al 2% per quelle in coalizione. Si vota sulla base di un sistema proporzionale e viene eletto presidente chi ha più voti: le liste che sostengono il candidato vincente avranno tra il 60% e il 65% dei seggi in consiglio. I consiglieri verranno eletti per circoscrizione: 8 a Chieti, 7 a Pescara, L’Aquila e Teramo. Entrano di diritto in consiglio regionale il presidente della giunta e il candidato presidente arrivato secondo.

Quali sono gli schieramenti alle elezioni regionali in Abruzzo

Il centrodestra si presenta unito e favorito, secondo i sondaggi. Il candidato è Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia. La coalizione comprende: Lega, Fi, FdI, Azione politica, Popolo della Famiglia, Udc-Dc-Idea. Il centrosinistra candida Giovanni Legnini, ex vicepresidente del Consiglio superiore di magistratura. La coalizione è formata da: Pd, Progressisti con Legnini-Sinistra Abruzzo-Leu, Legnini presidente, Centristi per l’Europa, Avanti Abruzzo-Idv, Abruzzo in comune, Abruzzo insieme-Abruzzo futuro. Durante la campagna elettorale, Legnini ha voluto sottolineare la sua distanza dal Pd, non presentando né bandiere né loghi dem e facendo riferimento a un mondo civico da cui è nata la sua candidatura. I Cinque Stelle si presentano con Sara Marcozzi, già candidata nel 2014: è un avvocato ed è consigliere uscente. Infine, l’ultimo candidato è Stefano Flajani di Casapound. Gli ultimi sondaggi pubblicati vedevano in testa il centrodestra, seguito a poca distanza dal M5s e con Legnini più lontano: il candidato del centrosinistra, però, è stato dato in recupero nelle ultime rilevazioni, pur rimanendo lontano dai due avversari.