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La Grecia, in queste ore, è alle prese con una delle più importanti elezioni della sua storia. Il risultato della consultazione, pur rispettando molti dei pronostici, non risparmia notevoli sorprese. La prima delle quali è l'ottimo traguardo raggiunto da Syriza, coalizione di sinistra radicale formata da Synaspismo AKOA  (Sinistra Innovatrice Comunista Ecologista), DEA (Sinistra dei Lavoratori Internazionalisti), KEDA (Movimento per l'unità d'azione della sinistra), Cittadini attivi (l'organizzazione politica guidata da Manolis Glezos). Secondo gli exit poll, la formazione si affermerebbe quale secondo partito, subito dietro alla Nuova Democrazia di Antonio Samaras – che si attesterebbe intorno al 20% –  scalzando il Pasok dell'ex Ministro dell'Economia Venizelos. La percentuale conquistata da Syriza sembra balzata da un atteso 10% al 16%, mentre il Pasok si fermerebbe al 15.5%. Sinistra Democratica, invece, la formazione socialista creatasi a seguito di una scissione dal Pasok, conquista il 5%. Il che significa che se si considera la percentuale totale delle due formazioni socialiste, il calo "generale" dei sostenitori del Pasok pre-crisi rispetto alle elezioni del 2009 (quando il partito socialista greco di Geroge Papandreu aveva il 43% dei consensi) si attesta sul 21.5% .

In ogni caso, l'ottima affermazione dei partiti antieuropeisti indica quello che molti avevano ampiamente previsto: le politiche filo-austeruty sono state punite. In Grecia come in Francia, i partiti che hanno applicato o sostenuto i programmi della Troika per la gestione della crisi vengono puniti dall'elettorato. Inoltre si realizza la contestuale affermazione di uno schema che – unitamente alla bocciatura delle politiche lacrime e sangue degli ultimi anni – vede il preoccupante avanzare di formazioni neonaziste.  In Grecia, infatti, va in scena il successo di Alba Dorata, successo che passa dall'atteso 5% a un potenziale 7%. Nea Dimokratia si afferma come partito di maggioranza, ma soffre anch'esso di un notevole calo di consensi. L'emorragia di voti che ha colpito ND pare essere confluita verso i Greci Indipendenti, gruppo di recente formazione che ha raccolto molti dei delusi del partito di centro destra e che viene dato intorno all'11%. I comunisti del KKE confermano un trend di lenta e costante crescita attestandosi su un potenziale 8.5%. Il LAOS, partito di estrema destra, è invece quello che più ha sofferto la concorrenza di Alba Dorata, tanto che gli sxit poll lo mostrano in bilico sulla percentuale minima necessaria ad accedere al parlamento – 3%.

Le operazioni di voto si sono svolte tra isolate tensioni, tra cui l'invasione dei seggi elettorali da parte di alcuni gruppi appartenenti ad Alba Dorata. I neozazisti hanno minacciato gli elettori e i rappresentanti della sinistra per poi dileguarsi in auto. In alcune zone rurali della Grecia, inoltre, intere città hanno rifiutato di votare per protesta contro i tagli e i nuovi provvedimenti. Ma la vera, grande novità di queste elezioni è che – con tutta probabilità – sfumerà la possibilità della grosse koalition tra Nuova Democrazia e Pasok. Pare infatti che i due partiti – insieme – non riescano a superare di molto il 37%; percentuale insufficiente a governare il paese e alla quale potrebbe non bastare neppure l'apporto di Sinistra Democratica.