In foto: Silvio Berlusconi.
in foto: In foto: Silvio Berlusconi.

Forza Italia ha presentato il suo programma in vista delle elezioni europee del prossimo 26 maggio. In seguito al calo di consensi che si è registrato dalle ultime elezioni politiche in poi, Forza Italia torna in gioco puntando tutto sul ritorno del suo storico leader, Silvio Berlusconi, che ha annunciato la candidatura come capolista in 4 circoscrizioni su 5. Il manifesto del partito si articola in 12 punti che riassumono le priorità di cui si faranno carico gli europarlamentari eletti. Nel documento viene ripresa quella che è la tradizione classica del centrodestra: fra le altre cose si afferma la necessità di supportare le imprese e gli investimenti, di rendere più flessibile il regime fiscale, di tutelare Made in Italy e occupazione, e di combattere l'immigrazione irregolare. Il testo sottolinea anche l'importanza per l'Italia di uscire dal clima di isolamento attuale, per tornare ad avere un peso politico rilevante e a essere un attore principale nel panorama europeo.

Il programma di Forza Italia: le proposte economiche

Una grande parte delle proposte che compongono il progetto di Forza Italia alle europee è di carattere economico. Al punto 4, il testo riconosce chiaramente le difficoltà che l'Europa sta attraversando per quanto riguarda la crescita. In particolare, sottolinea, l'Italia rimane il fanalino di coda dell'Unione ed è l'unica economia dell'Eurozona in recessione. Inoltre, "la disoccupazione giovanile raggiunge l’inaccettabile livello del 32%, con picchi di oltre il 50% nel Sud": per questo FI si propone di costruire un'Europa che possa stare dalla parte di imprese, artigiani, professionisti e, soprattutto, dei giovani. L'obiettivo è quello di stimolare gli investimenti nelle infrastrutture, tecnologia, formazione, ricerca  e innovazione. Per fare questo viene richiesto un regime fiscale più flessibile e la fine dell'austerità.

Sempre in tema di fiscalità, viene anche rimarcata l'urgenza di assicurare un certo livello di conformità all'interno del mercato unico, in cui non è giusto che ci siano livelli di tassazione quasi nulli come accade per i giganti del web. Per quanto riguarda la politica monetaria, il programma rinnova il sostegno all'Euro, ma suggerisce una riforma della BCE sul modello americano della Federal Reserve, in modo che la Banca Centrale possa vigilare non solo sul tasso di inflazione, ma anche su quello dell'occupazione: "Dobbiamo completare il Mercato Unico dei Capitali e l’Unione Bancaria per un credito più facile alle imprese, con regole che smettano di penalizzare il nostro sistema bancario", si legge.

Inoltre, un altro punto fondamentale per incentivare l'economia secondo Forza Italia, ha a che fare con la gestione dei fondi europei. Al momento, l'eccesso di burocrazia e di formalismi impediscono alle amministrazioni e ai privati di avere accesso ai finanziamenti di Bruxelles. Per questo si richiede più trasparenza, più informazione e modalità più veloci per disporre di questi fondi.

Il focus sulla Cina

Le questioni economiche che si prefigge di affrontare Forza Italia in previsione delle europee sono spesso legate ad un altro aspetto ampiamente presente nel programma, cioè il rapporto con la Cina. C'è bisogno, afferma il documento, di una vera politica industriale europea per far fronte alla competizione globale del gigante asiatico: "Difendere le produzioni e l’ingegno italiano e europeo è una nostra priorità e per questo vogliamo mercati aperti ma ben regolati. Dobbiamo imporre i nostri standard sanitari sociali, ambientali e combattere la concorrenza sleale. Dobbiamo continuare con le misure antidumping europee da noi promosse contro il sottocosto cinese". Ciò avviene in primo luogo attraverso la difesa del Made in Italy, un tema da sempre caro al partito di Silvio Berlusconi.

La produzione italiana, sottolinea il programma, è da sempre sinonimo di qualità, e per questo l'Europa deve proteggerla dalla concorrenza cinese, definita sleale. Gli eurodeputati FI che verranno eletti si impegneranno dunque a promuovere politiche a sostegno e valorizzazione dei marchi italiani ed europei, introducendo anche un sistema di dazi e sanzioni quando necessario.  "Gli accordi con la Cina e la nuova “via della Seta” sono un rischio molto superiore alle opportunità", si avverte.

Sicurezza e immigrazione

Il testo tratta anche i temi di sicurezza e immigrazione. Da un lato è richiesta un'immediata riforma del regolamento di Dublino, in modo che si possa ridefinire un "sistema di asilo europeo efficace, equo e solidale", che non sia semplicemente volto alla ridistribuzione dei migranti fra i vari Paesi Ue, ma che si imponga anche di bloccare l'immigrazione irregolare. Per questo propone un "piano Marshall per l'Africa" che sia in grado di garantire infrastrutture e sviluppo economico nel continente per contenere la pressione migratoria.

Dall'altro, si propone di affrontare la questione di sicurezza aumentando le spese in questo campo, per una politica di difesa e una lotta al terrorismo più incisive. Forza Italia avanza quindi l'idea di una centrale europea di intelligence antiterroristica, da dove coordinare crisi internazionali e informazioni utili in materia. Inoltre, per assicurare all'Europa un'influenza politica in grado di garantire la pace, c'è bisogno di una sola politica estera e di un unico esercito dell'Unione, conclude il manifesto.

Primato politico

Il ritorno dell'Europa a un ruolo politico di rilevanza imprescindibile nel contesto globale è quindi necessario "per  resistere al progetto egemonico economico e militare lanciato dalla Cina sul mondo intero", si legge. Ma la questione non viene affrontata solo in tema di sicurezza: si tratta anche di un assunto fondamentale per la nostra identità culturale e religiosa. Per questo, afferma il programma, l'Europa deve riunificare e rappresentare l'Occidente. E all'Italia spetta una funzione di capofila tra i Paesi del Mediterraneo, per cui deve essere in grado di guidare le politiche sull'immigrazione, ma anche in campo energetico, economico, infrastrutturale e logistico.

Per fare ciò, tuttavia, non si può prescindere da un Parlamento europeo con ampi poteri. In quanto unica istituzione direttamente eletta dai cittadini, suggerisce il testo, dovrebbe avere diritto di iniziativa legislativa, un compito che al momento spetta solo alla Commissione europea. I candidati di FI chiedono inoltre che l'Europarlamento possa rafforzare i propri strumenti di controllo nei confronti della stessa Commissione e dell'azione esterna dell'Unione.

Ambiente, agricoltura e pesca

Fra gli ultimi argomenti trattati vi sono la lotta al cambiamento climatico, che "deve essere al centro dell'agenda politica europea mettendo insieme sviluppo e difesa del pianeta, in quanto lo sviluppo economico, la competitività industriale e le politiche climatiche sono complementari", e le politiche comunitarie su agricoltura e pesca. È necessario, si legge, che agricoltori e pescatori vengano remunerati in maniera adeguata e messi nelle condizioni di eccellere sul mercato globale: "Per questo ci opponiamo ai tagli indiscriminati alla politica agricola comunitaria".

Le alleanze di Forza Italia alle prossime elezioni europee

In generale, il programma di Forza Italia si trova in linea con quello presentato dal Partito Popolare Europeo (EPP), anch'esso concentrato sul rilancio dell'economia, su una regolamentazione definita e condivisa delle politiche migratori e sul valore dell'identità europee di fronte alla globalizzazione. Tuttavia ci sono anche delle discrepanze evidenti, specialmente in materia fiscale. I popolari europei, infatti, rifiutano del tutto una politica del Fisco che si avvicini all'idea della flat tax, proponendo invece una tassazione più giusta per cui ogni cittadino contribuisca in modo proporzionale.

Il prossimo 26 maggio non si rinnoverà solamente l'Europarlamento, ma anche le più importanti cariche della Commissione, presieduta al momento dal popolare Jean-Claude Juncker. Ciò avviene tramite un meccanismo, quello dello Spitzenkandidat, non menzionato nei Trattati dell'Unione e utilizzato per la prima volta nel 2014 proprio per l'elezione di Junker. Funziona così: prima delle elezioni, tutti i partiti del Parlamento europeo scelgono e propongono un candidato alla presidenza della Commissione. Il gruppo politico che otterrà più voti potrà poi proporre il suo candidato al nuovo Parlamento appena formatosi che lo dovrà confermare o meno. Il candidato dei popolari, sostenuto quindi anche da Forza Italia, è il tedesco Manfred Weber.