Il 26 maggio non si voterà solo per le elezioni europee. Nella stessa giornata si terranno anche le elezioni regionali in Piemonte e le elezioni comunali. Sono chiamati a rinnovare il consiglio comunale i cittadini di 3.856 comuni, di cui 239 con più di 15mila abitanti e 3.617 con meno di 15mila abitanti. È chiamato al voto, in totale, circa il 50% dei comuni italiani.

Alle urne, per questo election day, andranno anche 30 capoluoghi di provincia, di cui sei anche di regione: Bari, Cagliari, Campobasso, Firenze, Perugia, Potenza. Ma di comuni importanti chiamati al voto ce ne sono anche altri, come Avellino, Bergamo, Lecce, Livorno, Pesaro, Pescara. Città significative per la loro storia ma anche per i recenti sviluppi politici in alcuni casi.

Lo spoglio delle schede inizierà lunedì 27 maggio nel pomeriggio, mentre l'eventuale turno di ballottaggio è previsto per il 9 giugno. Ecco una guida pratica con tutte le informazioni sui comuni al voto, sulla data delle elezioni e su come si vota.

L’elenco dei comuni al voto

Come detto, sono trenta i comuni capoluogo di provincia chiamati al voto nel 2019. Ecco l’elenco: Ascoli Piceno, Avellino, Bari, Bergamo, Biella, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Cesena, Cremona, Ferrara, Firenze, Foggia, Forlì, Lecce, Livorno, Modena, Pavia, Perugia, Pesaro, Pescara, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rovigo, Sassari, Urbino, Verbania, Vercelli, Vibo Valentia. Tra questi, sei sono anche capoluogo di regione: Bari, Cagliari, Campobasso, Firenze, Perugia e Potenza. Ma si vota anche in altre importanti città, seppure non capoluogo, come Carpi, Sassuolo, Empoli, Fano, Gubbio, Alghero e Gela.

Elezioni comunali 2019, data e orario dei seggi

Come per le elezioni europee, per tutti gli elettori chiamati alle urne sarà possibile esprimere la propria preferenza tra le 7 e le 23. Si vota in un’unica giornata, quella del 26 maggio, per quasi tutti i comuni.

Si voterà in date diverse anche in Sardegna (primo turno il 16 giugno) e a Reggio Calabria (se ne parlerà in autunno). Mentre si è già votato in Sicilia, dove il Movimento 5 Stelle si è affermato a Caltanissetta e il centrosinistra a Bagheria. In molti casi si tratta di elezioni arrivate al termine della precedente consiliatura, in altri sono invece elezioni anticipate, come ad Avellino, Lecce, Rovigo e Vibo Valentia.

L’eventuale ballottaggio è previsto – ferme restando le stesse eccezioni – per il 9 giugno e i seggi saranno aperti, allo stesso modo, dalle 7 alle 23.

Come si vota alle elezioni comunali 2019

La legge elettorale che disciplina le elezioni comunali in Italia suddivide i comuni in due tipologie: comuni superiori ai 15mila abitanti e comuni inferiori ai 15mila abitanti. In Sicilia il tetto è invece dei 10mila abitanti. I sistemi elettorali sono comunque simili, cambiano alcuni dettagli specifici riguardanti le preferenze, il voto disgiunto e il ballottaggio.

In ogni caso è necessario recarsi nella sede di seggio portando con sè la carta d'identità e la tessera elettorale: sulla tessera è indicato anche il seggio e il numero della sezione a cui si è assegnati.

La normativa

Nei comuni sopra i 15mila abitanti, il candidato che al primo turno ottiene la maggioranza assoluta dei voti (quindi il 50% più uno) viene eletto sindaco. La soglia è invece del 40% nei comuni siciliani. Se nessuno raggiunge la maggioranza assoluta si va al ballottaggio tra i due candidati più votati. Nei comuni con meno di 15mila abitanti non è previsto il ballottaggio, se non nel caso di parità tra due candidati. Altrimenti vince chi ha ottenuto più voti al primo turno.

Le istruzioni al voto nei comuni fino a 15mila abitanti

Nei comuni fino a 15mila abitanti viene consegnata all’elettore una sola scheda, di colore blu, sia per eleggere il sindaco che per i consiglieri comunali. Viene stampato sulla scheda il nome del candidato e il contrassegno della lista. L’elettore per votare deve quindi tracciare un segno sulla lista o sul nome del sindaco. La lista vincente ottiene due terzi dei seggi, mentre si va al ballottaggio solo in caso di parità tra i due candidati. Non è permesso il voto disgiunto.

Come si vota nei comuni sopra i 15mila abitanti

Nei comuni con più di 15mila abitanti la scheda è simile, anche se in questo caso il colore è l'azzurro, e l’elettore può votare per il candidato sindaco, per la lista dei candidati e può esprimere due preferenze. Il candidato sindaco è collegato a una lista o a una coalizione. È permesso anche il voto disgiunto. Per quanto riguarda le liste, a quelle della coalizione del sindaco eletto vengono assegnati almeno tre quinti dei seggi, con una soglia di sbarramento al 3%.

Le preferenze e le quote rosa

Il sistema elettorale prevede qualche differenza in base alla grandezza dei comuni. Per quelli sotto i 5mila abitanti, gli elettori possono esprimere una sola preferenza. Diverso il discorso per chi vota in un comune che ha tra i 5 e i 15mila abitanti: l'elettore, in questo caso, può esprimere anche due preferenze, ma l’importante è che siano nella stessa lista e rispettino le quote rosa. I due candidati consiglieri indicati devono quindi essere di sesso diverso. Per quanto riguarda i comuni con più di 15mila abitanti, è possibile esprimere allo stesso modo due preferenze. Anche in questo caso deve essere rispettato il principio delle quote rosa, quindi con una preferenza al maschile e una al femminile. E i due candidati devono essere nella stessa lista. In questo caso, però, l’elettore può scegliere anche di votare un candidato (o due) appartenenti a una lista diversa da quella del sindaco che si vuole sostenere, potendo sfruttare l’opportunità del voto disgiunto.

Lo spoglio e i risultati

Una volta chiusi i seggi, alle 23 del 26 maggio, lo spoglio delle schede inizierà da quelle riguardanti le elezioni europee. Le operazioni proseguiranno nella notte per il voto europeo e riprenderanno solo il giorno dopo per quelle dei comuni coinvolti nella tornata elettorale. Lo spoglio delle schede per le elezioni comunali inizierà solamente lunedì 27 maggio alle ore 14. Il che vuol dire che i risultati si conosceranno direttamente nel pomeriggio del 27 maggio. Per i comuni in cui sarà necessario il ballottaggio, in caso di mancato raggiungimento di un candidato del 50% più uno dei voti al primo turno, i cittadini saranno richiamati alle urne domenica 9 giugno, sempre dalle 7 alle 23.