Vendemmia 2014, cala la produzione. Si teme un aumento dei prezzi del vino

La vendemmia 2014 si accinge ad essere una delle più scarse degli ultimi 50 anni: le copiose piogge che si sono abbattute sull'Italia nel corso dell'estate hanno provocato nell'uva non poche malattie che ne hanno decimato la produzione e abbassato sensibilmente la qualità. Secondo gli esperti in alcune aree del paese il raccolto sarà di un terzo inferiore rispetto alla media e questo potrebbe portare a un aumento del prezzo dei vino. O, almeno, è quello che temono all'estero, ad esempio nel Regno Unito, dove non pochi ristoratori sono assai preoccupati e temono di dover pagare a caro prezzo le scorte di prosecco e Chianti, Pecorino e Barolo.
L'allarme è confermato da Coldiretti: l'associazione di categoria prevede un calo del 15% su scala nazionale. Dai 9,6 milioni di ettolitri del 2013, si dovrebbe scendere fino a 41 milioni. Se i dati verranno confermati il nostro paese cederà lo scettro europeo, che passerà nelle mani dei rivali storici della Francia, per cui il ministero transalpino prevede una produzione di circa 47 milioni di ettolitri.
A soffrire di più secondo Coldiretti saranno le regioni del Sud Italia, con la Sicilia che dovrebbe registrare una flessione del 30%. Meglio le regioni del centro, come Marche Umbria e Toscana, che potrebbero salvarsi. La crisi della produzioni vitivinicola è dunque destinata ad acuirsi: come detto la colpa è di un agosto piovoso soprattutto al nord, mentre al sud il problema è stato la primavera piuttosto rigida dopo un inverno mite che aveva permesso alle viti di fiorire in anticipo. Ma non c'è solo il meteo. Secondo Antonio Romano, direttore dell’azienda Conti Zecca in Puglia, uno dei territori più colpiti dalla crisi, “l’umidità ha provocato ripetuti attacchi di funghi che hanno richiesto una quantità di interventi sanitari e agronomici maggiore del solito”.