Usa, stretta sulla fuga delle multinazionali e al “tax inversion”

Barack Obama dice stop alle multinazionali in fuga dal Fisco Usa e al “tax inversion”. Il segretario al Tesoro americano, Jack Lew, ha annunciato nuove norme che renderanno più difficili le acquisizioni di società straniere da parte di multinazionali americane per spostare la sede e pagare meno tasse. “E' un primo passo che spingerà a pensarci due volte prima di ‘fuggire' all'estero per pagare meno tasse”, ha detto il ministro dell'Economia Usa. Il Presidente americano, sottolineando che l’azione dell’amministrazione non rimpiazza quella del Congresso, plaude ai provvedimenti: “l’America fa meglio quando il duro lavoro paga, la responsabilità è premiata e quando tutti giocano secondo le stesse regole”. L’obiettivo è evitare per le multinazionali il ricorso a tecniche che consentano loro di accedere alla liquidità offshore senza pagare le tasse negli USA. Allo stesso tempo verrà reso più difficile bypassare gli attuali standard di proprietà per le cosiddette ‘inversion’, ovvero l’acquisizione di società straniere da parte di multinazionali americane per trasferire la loro sede fiscale in nazioni con aliquote più basse. Più complicato sarà anche effettuare lo spin off delle divisioni estere. “Queste misure riducono significativamente la capacità delle aziende di fuggire alle tasse negli Stati Uniti, rendendola per alcune aziende priva di senso economico” afferma Lew. Nel mirino soprattutto le case farmaceutiche. Secondo il Wall Street Journal le nuove norme condizioneranno direttamente le operazioni in corso di acquisizione/fusione e divisioni: da Medtronic sul punto di acquisire l’irlandese Covidien Plc., a Salix Pharmaceutical interessata a una separazioni dell’italiana Cosmo, passando per Mylan Inc. in procinto di fondere la divisione business overseas di Abbott.