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Torna a calare la produzione industriale: -1,8% a maggio sul 2013

È tornata a calare la produzione industriale a maggio con un -1,2% rispetto al mese precedente, il risultato peggiore da novembre 2012, e un -1,8% rispetto al 2013, dopo la crescita di aprile. I dati dell’Istat.
A cura di Biagio Chiariello
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I dati Istat confermano ancora una volta che la crisi in Italia non è superata. A maggio 2014, infatti, la produzione industriale è diminuita dell'1,8% rispetto ad un anno fa (-1,2% su base mensile). Nella media del trimestre marzo-maggio la produzione è diminuita dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Per quanto riguarda i settori, a maggio 2014, i comparti economici che registrano una crescita tendenziale sono quelli dell'attività estrattiva (+3,7%), della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+2,9%) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco (+0,2%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-6,5%), delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (-4,6%) e della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-3,9%).

Le reazioni alla brusca frenata della produzione industriale

In realtà, se si guarda alle previsioni di Confindustria, i dati di giugno dovrebbero segnare una inversione di tendenza con un aumento della produzione industriale dello 0,7% rispetto a maggio. Ma i nuovi dati dell’Istat lasciano comunque perplessi. “Se si considera che le attività manifatturiere, cioè l'industria al netto dell'energia e dell'attività estrattiva, mostrano un ridimensionamento più elevato rispetto al dato generale (-1,5% su aprile) – ha spiegato Confcommercio – si deve concludere che il quadro economico effettivo è meno confortante di quello disegnato dal profilo del clima di fiducia delle famiglie e delle imprese”. Le altre associazioni, Federconsumatori e Adusbef, invocano misure immediate “per rilanciare il sistema produttivo e l'occupazione e rimettere in moto la domanda interna ed il sistema economico”.

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