Tim conferma 6500 esuberi strutturali, anticipati all'inizio dell'anno, e fa sapere che in assenza di un accordo con i sindacati procederà unilateralmente alla Cigs, cassa integrazione straordinaria. È questo quanto emerso nel corso di un incontro tra direzione del personale del gruppo e le organizzazioni sindacali. Da quanto si apprende, i rappresentanti dei lavoratori non hanno intenzione di accettare la proposta in assenza di un quadro chiaro della situazione aziendale e politica e hanno quindi chiesto di attendere l'esito dell'assemblea degli azionisti del 24 aprile.

Verso la cassa integrazione unilaterale anche senza accordo – “L'azienda –  ha spiegato Luciano Savant, segretario nazionale della Uilcom – ci ha riproposto il piano di 6500 esuberi con 2500 esodi incentivati e 4000 prepensionamenti oltre al ricorso alla cosiddetta solidarietà espansiva di 20 minuti al giorno finalizzata all'assunzione di 2000 lavoratori. Secondo noi una richiesta del genere non può essere presa in considerazione senza un quadro di riferimento chiaro sul perimetro aziendale, sugli assetti azionari e sulla posizione del Governo. Per questo abbiamo chiesto di attendere l'esito dell'assemblea degli azionisti e la formazione del nuovo Governo”. Savant aggiunto che Tim si è detta pronta a concedere qualche settimana e poi procederà unilateralmente all'apertura delle procedure per la cassa integrazione straordinaria.

Sindacati: "Pronti alla mobilitazione" – I rappresentanti dei lavoratori già pensano alla mobilitazione. In particolare Marco Del Cimmuto, segretario nazionale della Slc Cgil, nel richiedere la creazione di un Fondo nazionale specifico di sostegno alla ristrutturazione del settore ha fatto sapere che i sindacati stanno già mettendo a punto le iniziative di mobilitazione nel caso di iniziative aziendali unilaterali.