Non ci sono i margini per ridure i costi delle commissioni per i pagamenti effettuati tramite carte: a comunicarlo sono i responsabili dei circuiti Bancomat, Visa, Mastercard e Americam Express in Italia in audizione sul decreto Fiscale alla commissione Finanze della Camera, convenendo sul fatto che i costi siano già stati sufficientemente ridotti negli ultimi anni.

Giovanni Speranza, vice presidente di American Express Italia, ha sottolineato che i costi delle transazioni nel nostro Paese sono in linea con quelli degli altri Stati europei: "Bisogna seguire l’esempio di quanto dei paesi del Nord Europa che sicuramente non hanno cercato di regolare direttamente i costi delle commissioni, ma hanno fatto leva sugli incentivi come del resto ha fatto il governo italiano". Definendo la questione un problema burocratico, Speranza ha aggiunto: "Bisognerebbe andare oltre. Penso al fronte dell’onboarding: in Italia per sottoscrivere una carta di credito on line ci vuole oltre mezz’ora, in altri paese europei 5 minuti".

La discussione sull'abbassamento dei costi di commissione va di pari passo con la lotta al contante promossa dal governo: per questo nella manovra si è parlato di un credito d'imposta pari al 30% delle commissioni addebitate ai commercianti per le transazioni effettuate con il Pos. Quando partiranno le misure per incentivare i pagamenti elettronici, quindi, lo Stato dovrebbe aiutare i commercianti ad affrontare i costi delle spese effettuate con carte e bancomat. Allo stesso tempo, dovrebbe rivedere i costi sulle commissioni, come annunciato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che aveva rassicurato: "L'obiettivo è premiare chi utilizza la moneta elettronica anche attraverso l’abbassamento delle commissioni per somme non elevate e per questo stiamo lavorando direttamente sia con il mondo bancario sia con quello creditizio, io stesso li ho contattati".

In risposta, Speranza ha concluso: "Abbiamo dato disponibilità a parlarne. Ma ci tengo a sottolineare che agire sul fronte delle commissioni sarebbe una misura distorsiva. Oltre al fatto che regolare o azzerare i costi sui micropagamenti rischia inibire quelle startup delle Fintech che sta entrando nel mercato proprio su quel segmento".

Una strada in salita

Come riporta il Sole 24 Ore, il sistema che regola le commissioni sulle transazioni non è una struttura semplice, ma si compone di vari attori: bisogna tenere in considerazione la banca che emette la carta, il circuito di pagamento sulla quale questa opera e l'istituto bancario convenzionato con l'esercente. L'amministratore delegato di Bancomat in Italia, Alessandro Zollo, ha spiegato: "Noi fissiamo una commissione per ogni transazione con la banca, poi vanno aggiunte le commissioni interbancarie". Se si tengono conto di tutte queste componenti, risulta impossibile per i circuiti tagliare i costi di commissione: ma c'è margine affinché lo facciano le banche? "i possono essere iniziative individuali. Nel nostro caso per il sistema Bancomatpay abbiamo azzerato a nostre spese sia le nostre commissioni sia quelle delle banche per i pagamenti sotto i 15 euro", ha concluso Zollo.

In audizione erano presenti anche Luca Corti di Mastercard ed Enzo Quarenghi di Visa Italia: i quali però hanno confermato che il confronto al momento non ha prodotto alcun risultato. Il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, da parte sua si è comunque mostrato positivo, dimostrandosi aperto alla posizione del governo di introdurre un credito di imposta al 30%: "Vediamo con favore l’idea, mutuata dall’esperienza positiva nel settore dei carburanti, di prevedere anche negli altri settori merceologici un credito d’imposta per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate", ha affermato.

Come incentivare i pagamenti elettronici

Sabatini ha quindi sottolineato nuovamente che la misura va nella giusta direzione, "anche se va verificata la concreta attuazione delle modalità con le quali si richiederà agli intermediari di trasmettere le informazioni necessarie per consentire agli esercenti utilizzare credito d’imposta". In ogni caso il direttore dell'Abi ha rimarcato che le banche si stanno muovendo nella lotta all'evasione, in linea con le politiche del governo. Sabatini, tuttavia, pur giudicando positivamente la lotta al contante, ha anche avvertito contro un possibile tetto alle commissioni sui pagamenti, in quanto questa "ha senso se deriva scaturita da norme europee", non nazionali.

"Non ci esprimiamo sui tetti per i pagamenti in contanti e non partecipiamo al dibattito politico; un tetto al contante fissato a livello europeo sembrerebbe però molto più importante ed efficace, visto che in Europa è prevista la libera circolazione di persone, merci servizi e denari", ha quindi affermato Sabatini, ricordando che "i prodotti e servizi di pagamento sono diversi e in concorrenza fra loro e prevalentemente soggetti a normative europee".