È passata quasi una settimana da quando è partito il superbonus al 110% per chi effettua interventi di efficientamento energetico o in funzione antisismica. Tuttavia il decreto Rilancio si trova ancora all'esame in Parlamento. Il quale ha ancora quasi due settimane di tempo (precisamente fino al 18 luglio) per approvare delle modifiche al testo. Alcune sono già arrivate, ma mancano ancora i decreti di attuazione su punti importanti. Per ora, rispetto a come era stato presentato il provvedimento, l'incentivo è stato ampliato: la commissione Bilancio ha infatti esteso il superbonus al 110% anche alle seconde case. Sono comprese le villette a schiera, ma non le abitazioni signorili, le ville o i castelli. Si potrà usufruire delle agevolazioni fiscali per un massimo di due unità immobiliari. In altre parole, il bonus si potrà anche applicare anche a quelle case plurifamiliari che sono però di fatto indipendenti, in quanto dispongono di accessi autonomi all'esterno. Potranno farne richiesta anche le associazioni del terzo settore e le associazioni o società sportive dilettantistiche per la ristrutturazione degli spogliatoi.

Sono anche stati rivisti i massimali di spesa agevolabile per quanto riguarda gli interventi di efficienza energetica, i provvedimenti relativi all'utilizzo di biomassa e l'estensione al termoriscaldamento. Non solo: l'ecobonus potrà anche essere utilizzato per gli interventi di demolizione e ricostruzione. Per i soli immobili di edilizia residenziale pubblica il termine è stato spostato al 30 giugno 2022. Le tempistiche dell'agevolazione rimangono comunque un nodo da sciogliere. Secondo il primo testo del decreto Rilancio il superbonus avrebbe coperto gli interventi realizzati dal 1° luglio al 31 dicembre 2021, ma al momento della conversione in legge la scadenza potrebbe subire modifiche. La conversione deve arrivare entro il 18 luglio: dopo le modifiche approvate dalla Commissione Bilancio, nei prossimi giorni il governo dovrebbe porre la fiducia in assemblea. Dopodiché il decreto passerà in Senato per l'approvazione definitiva.

Gli interventi riguardano sia i condomini che le abitazioni unifamiliari. In entrambi i casi questi possono consistere nell'isolamento termico delle superfici: in altre parole nella coibentazione termica dell'edifico. Il tetto massimo di spesa detraibile è fissato a 60 mila euro per ogni unità familiare, per cui nel caso dei condomini si farà riferimento ai singoli appartamenti. Per quanto riguarda le abitazioni unifamiliari un altro tipo di intervento possibile è quello della sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici. Per i condomini, allo stesso modo, si potrà intervenire sulle parti comuni sostituendo gli impianti esistenti con nuovi impianti centralizzati con efficienza almeno pari alla classe A. In questi ultimi due casi il tetto massimo di detraibilità si abbassa a 40 mila euro. In sede di conversione però queste soglie potrebbero anche essere abbassate, per sostenere l'allargamento degli incentivi anche alle seconde case.