Reddito di cittadinanza 2022, le ultime novità
2 Luglio 2022
16:30

Stretta sul Reddito di cittadinanza, potrebbero crescere i casi in cui può essere revocato

Un emendamento al Decreto Aiuti introduce nuove restrizioni per il contributo statale, aumentando i casi in cui può essere revocato, ma non è detto che alla fine venga approvato.
A cura di Giacomo Andreoli
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Reddito di cittadinanza 2022, le ultime novità

Ci sono diverse novità per il reddito di cittadinanza, contenute in un emendamento al Decreto Aiuti approvato in commissione alla Camera con il voto contrario del Movimento 5 stelle. Il dl va convertito in legge entro la metà di luglio e nel frattempo potrebbero intervenire ulteriori modifiche, ma la stretta sul contributo statale sembra comunque vicina.

Secondo l'emendamento le offerte congrue possono essere proposte "direttamente dai datori di lavoro privati" a chi prende il Reddito e firma il Patto per il lavoro. Il datore di lavoro privato, secondo la modifica, potrebbe comunicare quindi il rifiuto al centro per l'impiego. Congrua è considerata l'offerta coerente con le esperienze e competenze maturate, con uno stipendio non inferiore a quello del Reddito e che soddisfa dei parametri relativi alla distanza del luogo di lavoro dal domicilio e i tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico.

Dopo le modifiche introdotte dalla scorsa Legge di Bilancio un'offerta è congrua se il lavoro è a tempo pieno e indeterminato e dista meno di ottanta chilometri (anziché 100) o comunque raggiungibile in 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici, nel caso di prima offerta. Se è una seconda offerta può essere in tutto il territorio nazionale. Rifiutando un’offerta di lavoro congrua si subisce una diminuzione mensile di 5 euro per ciascun mese a partire dal mese successivo al rifiuto. Al secondo rifiuto, il sussidio viene revocato.

L'emendamento prevede poi che sia il ministro del Lavoro a definire con decreto le modalità con cui viene comunicata e verificata la mancata accettazione dell'offerta congrua. Secondo Maurizio Lupi, tra i firmatari della modifica, "così abbiamo equiparato l'offerta privata a quella pubblica: se un percettore di reddito di cittadinanza riceve due offerte di lavoro, magari da un ristorante o da un albergo, e le rifiuta, se ne va a casa, cioè perde il reddito di cittadinanza e non riceve più questo tipo di assistenza dallo Stato". Quanto all'idea di conciliare il reddito di cittadinanza con il lavoro stagionale, mantenendo il sussidio a chi lavora per pochi mesi e con stipendi non alti, il governo sta invece ancora valutando il da farsi.

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