Alla fine di questa settimana è prevista la scadenza per alcune misure messe in campo dal governo contro la pandemia di coronavirus e il lockdown. Come, ad esempio, il reddito di emergenza. O il bonus bollette e quello per pagare una baby sitter vista la chiusura delle scuole. Vediamo quindi quali sono i provvedimenti in scadenza il prossimo 31 luglio, giorno in cui dovrebbe terminare anche lo stato di emergenza proclamato dal governo lo scorso 31 gennaio per far fronte all'epidemia di coronavirus.

Come anticipato, la prima iniziativa con scadenza il prossimo venerdì 31 luglio è il reddito di emergenza. Introdotto nel decreto Rilancio, il Rem aveva l'obiettivo di garantire un sostegno a quelle famiglie che durante il lockdown si sono trovate in uno stato di importante difficoltà economica. Le domande inoltrate finora, ad ogni modo, sono nettamente inferiori rispetto alle aspettative dell'esecutivo. Il governo stimava infatti che ne arrivassero  circa 868 mila. Ma l'ultimo dato disponibile, quello dello scorso 7 luglio, afferma che ne siano state inoltrate solo 478.206. Per il Rem sono stati stanziati 955 milioni di euro, sulla base dei calcoli del governo, che ipotizzava richieste per circa 2 milioni di persone.

A fine luglio scadranno anche i bonus sociali, che prevedono sconti sulle bollette per l'energia elettrica, l'acqua e il gas a quelle famiglie particolarmente numerose o in situazioni di disagio economico. Hanno potuto accedervi anche i titolari di reddito/pensione di cittadinanza. Ma, anche in questo caso, una gran parte dei potenziali beneficiari non ne avrebbe fatto richiesta. In particolare, i due terzi della platea degli aventi diritto secondo i calcoli del governo.

Niente di tutto ciò, invece, per quanto riguarda il bonus baby sitter, le cui domande hanno superato quota 800 mila. Il beneficio economico per quei nuclei familiari che dovevano ricorrere a una baby sitter per la cura dei figli era stato introdotto già con il decreto Cura Italia, per essere poi modificato nel decreto Rilancio, che lo ha esteso. Di fatto ora questo può coprire anche i costi dei centri estivi. Non solo: una circolare dell'Inps ha poi confermato che può essere richiesto anche nel caso in cui sono i nonni  (purché non conviventi) a prestare il servizio. Il governo ha stanziato circa 1,57 miliardi tra bonus baby sitter e congedi parentali retribuiti al 50%. Il bonus, così come definito nel decreto Rilancio, è pari a 1.200 euro, ma può anche arrivare a 2 mila nel caso in cui a richiederlo siano medici, infermieri e operatori sanitari: le risorse stanziate proprio per pagare questi bonus "potenziati" risultano esaurite.