La Rai ha rinviato la scadenza per il pagamento del canone di abbonamento radiotelevisivo speciale per il 2021. Si tratta del canone Rai per hotel, bar e ristoranti: la sua scadenza passa da quella precedente del 31 gennaio alla nuova del 31 marzo 2021, con l’obiettivo di aspettare una decisione del legislatore nel tentativo di aiutare le attività maggiormente colpite a causa dell’emergenza Covid. Come comunicato dalla Rai, il consiglio di amministrazione ha approvato la proposta della direzione canone e beni artistici di differire il termine per il rinnovo del canone senza oneri aggiuntivi. Il Cda ha di fatto approvato una moratoria di due mesi, senza alcuna maggiorazione. Come ricorda ancora la Rai, la decisione è stata presa sulla base del fatto che molti di questi abbonati speciali hanno subito “le maggiori ripercussioni economiche dell’epidemia”.

La moratoria di due mesi per il canone speciale

La decisione di rinviare la scadenza del canone speciale era stata pre-annunciata dalla Confcommercio: la delibera concede una moratoria di due mesi senza maggiorazioni, in attesa di una decisione sul tema da parte di governo e Parlamento. Confcommercio, Federalberghi e Fipe avevano chiesto di esonerare dal pagamento del canone Rai le imprese più colpite dall’emergenza Covid.  Molte di queste attività si trovano a fronteggiare un 2021 molto complicato, soprattutto per quanto riguarda il settore turistico. Ma anche nel 2020, queste stesse imprese, hanno versato in misura completa il canone, quindi hanno pagato per un servizio che in gran parte non hanno potuto utilizzare a causa prima del lockdown e poi delle restrizioni e dell’inevitabile calo del turismo.

Cos’è il canone speciale

Deve pagare il canone speciale chi detiene uno o più apparecchi negli esercizi pubblici, nei locali aperti al pubblico o fuori dell’ambito familiare. Il canone speciale ha validità limitata all’indirizzo per cui viene stipulato. L’importo è variabile e dipende dal tipo di struttura che deve pagarlo. Gli alberghi a 5 stelle con almeno 100 camere pagano un importo annuale di quasi 6.800 euro, mentre gli alberghi a 5 stelle che hanno dalle 25 alle 100 camere e i villaggi turistici pagano circa 2mila euro. Con gli alberghi a 3 e 4 stelle si scende a circa mille euro. Circoli, associazioni, sedi di partiti, istituti religiosi, studi professionali, negozi di ogni genere e scuole pagano invece circa 200 euro l’anno.