Più nuove pensioni rispetto al 2019 e un aumento delle richieste di ritiro dal lavoro per le donne. Sono questi i dati emersi dall’ultimo monitoraggio dell’Inps sui primi sei mesi del 2020. Tra le novità da segnalare c’è anche un calo delle adesioni alla quota 100 rispetto all’anno precedente. Fino a fine giugno le nuove pensioni in pagamento sono state 318mila, poco più della metà (il 55% circa) del totale dei pensionamenti registrati dall’Inps in tutto il 2019 (quando sono stati, nel complesso, 574mila). Per quanto riguarda le nuove pensioni di vecchiaia, i trattamenti sono stati 110mila, tra cui anche 34mila assegni sociali. Proprio a causa dell’aumento dei pensionamenti di vecchiaia arriva il sorpasso del numero di nuove pensioni da parte delle donne sugli uomini: ricorrono alla pensione di vecchiaia, infatti, soprattutto le lavoratrici con carriere più frammentate. Le donne aumentano, in percentuale sugli uomini, dal 96% al 114% rispetto all’anno scorso, con un tasso più alto di pensionamento di 18 punti.

Le pensioni di vecchiaia e gli importi

Il monitoraggio Inps parte dai lavoratori dipendenti: le pensioni di vecchiaia liquidate tra gennaio e giugno sono quasi 34.800, contro le 10.700 del 2019. L’incremento riguarda soprattutto le donne, che passano da circa 3.500 a poco più di 17.500. Gli importi medi sono in linea con quelli del 2019. Per quanto riguarda le pensioni anticipate, invece, la cifra è intorno ai 1.900 euro e riguarda soprattutto gli uomini. Per le pensioni di vecchiaia, invece, si scende a soli 723 euro, con una media che viene abbassata anche dagli assegni sociali, che rappresentano circa un terzo del totale.

La quota 100 e le pensioni anticipate a 61 anni

Le pensioni di anzianità anticipate nel primo periodo dell’anno sono state solamente 97mila, con una frenata rispetto allo scorso anno. La differenza sta, presumibilmente, nell’adesione più bassa alla quota 100 rispetto al 2019, quando infatti c’erano stati 205mila anticipi. L’età media delle nuove pensioni di vecchiaia per il Fondo pensioni lavoratori dipendenti è di 67 anni, ovvero il requisito standard. Per le pensioni anticipate, invece, l’età media scende a 61 anni e 4 mesi (61 per le donne), un dato inferiore di un anno rispetto agli anticipi del 2019, probabilmente anche a causa dei pre-pensionamenti attivati a causa delle crisi aziendali.