Pensioni, cresce la spesa media: ora rappresenta il 17,17% del Pil

Lo scorso anno, il 2014, l'incidenza della spesa delle prestazioni pensionistiche sul prodotto interno lordo è cresciuta di 0,2 punti percentuali arrivando a rappresentare il 17,17% del Pil. Rispetto al 2013 la spesa complessiva per prestazioni pensionistiche è aumentata dell'1,6% fino ad arrivare a 277.067 milioni di euro. A rivelarlo è l'Istat, che aggiunge anche che nel 2014 sono state erogate 23,2 milioni di prestazioni a 16,3 milioni di pensionati. Il numero degli aventi diritto è invece sceso di 134mila unità rispetto all'anno precedente.
Se scende il numero dei pensionati come si spiega l'aumento della spesa? La ragione è che cresce l'importo medio annuo degli assegni, che nel 2014 ha raggiunto la quota media di 11.943 euro, 245 in più rispetto all'anno precedente. In alcune situazioni, inoltre, un unico pensionato può contare su più di un assegno: è il caso, per quanto riguarda il 2014, di una persona su quattro, il 25,4% del totale, in termini numerici oltre 4 milioni di individui. Come se non bastasse poi una quota rilevante, pari al 7,8%, gode di ben tre o più pensioni.
Oltre i due terni della spesa pensionistica (il 70%, per l'esattezza) sono assorbiti dalle pensioni di anzianità: seguono poi quelle ai superstiti (14,9%) e quelle assistenziali (8%) mentre è più contenuto quello delle pensioni di invalidità e indennità, rispettivamente il 5,6 e l'1,6%. Mediamente ciascun pensionato ha percepito 17.040 euro all'anno, +403 euro rispetto al 2013. Il 52,9% dei pensionati è rappresentato dalle donne, che tuttavia hanno percepito un assegno medio sensibilmente più basso rispetto agli uomini (14.283 euro contro 20.135 euro). La metà delle donne ha ricevuto meno di mille euro al mese, mentre tra gli uomini è accaduto in un terzo dei casi. Il 47,7% delle pensioni è erogato al Nord, il 20,4% nelle regioni del Centro e il restante 31,9% nel Mezzogiorno.