Sergio Marchionne è scomparso all'età di 66 anni. Il manager era ricoverato da circa un mese nella clinica Universitätsspital di Zurigo, in Svizzera a seguito di un'operazione alla spalla, ma le sue condizioni di salute sono peggiorate negli ultimi giorni fino ad essere considerate irreversibili. Marchionne era a conoscenza della gravità in cui versavano le sue condizioni di salute. Da diverso tempo pare certo che gli fosse stato diagnosticato un sarcoma di tipo invasivo alla spalla. A riportarlo è un articolo esclusivo a cura di Paolo Madron di Lettera43.it. L’ex ad di Fiat soffriva di forti dolori alla spalla e per questo assumeva del cortisone. Secondo le fonti citate da Madron, al manager erano stati indicati chiaramente i rischi dell’intervento chirurgico e la situazione era resa ancor più complicata dal suo problema alla tiroide, a causa del quale Marchionne assumeva dei farmaci ogni giorno. L’operazione avrebbe provocato un’embolia, col team di medici che ha tentato di rianimarlo, ma la situazione è peggiorata irreparabilmente. Marchionne è stato tenuto in vita artificialmente dalle macchine fino al momento del decesso.

Va detto che proprio Lettera43, a inizio mese, aveva svelato il ricovero in Svizzera del manager, cui aveva fatto seguito una nota di Fca in cui si parlava di “un intervento alla spalla”. Successivamente, la stessa testata economica aveva anticipato una convocazione dei manager del Lingotto da parte di John Elkann, ossia quella di sabato scorso che però, inizialmente, secondo quanto riportato dall’Ansa, la stessa Fca aveva smentito.

Marchionne avrebbe nascosto la malattia a Elkann

Nonostante l’ad di Fiat Chrysler palesasse qualche problema di salute, come del resto si era intuito nella sua ultima uscita pubblica – il 26 giugno alla cerimonia di consegna di una Jeep ai Carabinieri di Roma – Elkann pare avesse sempre attribuito a questa condizione stanchezza e stress derivate dalle molteplici presentazioni della stagione. E sempre secondo Lettera43, Marchionne avrebbe nascosto a John Elkann quali fossero le sue reali condizioni di salute, giustificando l’assenza a Zurigo con un check up di routine. Quando il presidente di Fiat si è recato in Svizzera, gli sarebbe impedito di vedere l’ad. I medici avrebbero fatto intuire come non vi fossero grandi speranze di riprese. Il resto è storia nota, con la decisione di nominare un nuovo amministratore delegato, e non più l’assegnazione provvisoria delle sue deleghe. Quindi il comunicato del Lingotto e la lettera di Elkann ai dipendenti nella giornata di domenica: "Le sue condizioni sono purtroppo peggiorate e non gli permetteranno di rientrare. Per me è stato un vero e proprio mentore, un collega e un amico”.