Ancora aria di cambiamenti per la manovra finanziaria del governo giallorosso. In Senato è stato presentato un nuovo pacchetto di emendamenti che sono il risultato dell'intesa raggiunta in chiusura alla scorsa settimana. Il tutto mentre le scadenze si avvicinano, come fa notare il presidente della Camera, Roberto Fico: "Sulla manovra, il governo deve capire che va mandata alle Camere nei tempi previsti. Se andiamo troppo oltre il tempo diventa pochissimo e ci troviamo in questa situazione, che non è tollerabile".

Le modifiche del governo alla manovra peseranno circa 1,1 miliardi di euro sulle casse statali. La Robin tax limitata alle concessionarie del trasporti farà incassare 455 milioni in meno, a cui si aggiungono i circa 330 milioni di minori entrate dovute alla riformulazione della sugar e plastic tax. Il crollo delle entrate sarà finanziato, per circa un terzo delle risorse, attraverso l'aumento della tassazione sui giochi, a cui si aggiungono altri 500 milioni che provengono dal Fondo per le esigenze indifferibili e dal Fondo per interventi strutturali di politica economica.

Lo stop alle microtasse: tagli a plastic tax e sugar tax

Come preannunciato nei giorni scorsi, il governo ha quasi azzerato le varie microtasse contenute nella manovra. La plastic tax si ferma a 50 centesimi al chilo, invece dell'euro inizialmente previsto, e partirà dal prossimo luglio 2020. Il ricarico non verrà applicato ai contenitori di medicinali, alla plastica compostabile, a quella riciclata, e nemmeno al tetrapack. L'incasso previsto per lo Stato dalla misura passa quindi da 1,1 miliardi a circa 150 milioni. Lo stesso vale per la sugar tax: inizialmente si era previsto un euro per ettolitro sulle bevande con zuccheri aggiunti. Le entrate iniziali previste erano di 233 milioni, ma sono ora passate a meno di 60 milioni di euro. Inoltre, anche lo slittamento al prossimo ottobre 2020 dell'emendamento è responsabile di un minor gettito di circa 175 milioni. Fra sugar tax e plastic tax, gli emendamenti faranno perdere alle casse statali circa 330 milioni di euro.

Taglio alla Robin Tax

Rivista anche la Robin Tax per i concessionari: ora questa verrà applicata solamente alle imprese in concessione del trasporto. La tassa, che riguardava tutte quelle società affidatarie che gestiscono, ad esempio, autostrade, porti, aeroporti, energia elettrica, servizi di telefonia, radio e tv, rimarrà valida solamente per le concessioni autostradali, aeroportuali, ferroviarie e portuali. La modifica comporterà un minore incasso per 455 milioni di euro. Per riequilibrare le coperture, il governo aumenterà di mezzo punto l'addizionale Ires.

Salgono le accise sui carburanti

Ancora in aumento le accise sui carburanti: l'incremento previsto è pari circa a 303 milioni di euro per il 2021, 651 milioni nell'anno successivo e 132 milioni per il 2023. Se la clausola di salvaguardia inserita nella manovra non verrà quindi disinnescata, ci si aspetta una nuova stangata sulle accise sulla benzina da 1,221 miliardi di euro nel 2021, 1,683 miliardi nel 2022 e 1,954 miliardi nel 2023.

Nuovi incentivi per l'industria

Arrivano anche una serie di misure su investimenti e incentivi fiscali. Non troverà più il suo spazio nella manovra la norma sugli incentivi fiscali all'acquisizione di beni strumentali e per l'economia circolare, ma in sostituzione dell'ex super ammortamento è stato introdotto un credito d'imposta del 6% valido per i contribuenti che nel 2020 effettueranno investimenti in beni strumentali nuovi destinati alle imprese italiane. L'agevolazione sarà estesa anche agli investimenti completati entro il 30 giugno 2021 a patto che questi si riferiscano a ordini accettati dal fornitore entro fine 2020 con un acconto del 20%. Si prevede anche un credito d'imposta al 40% per gli investimenti in beni funzionali alla trasformazione tecnologica fino a 2,5 milioni di euro; sarà invece del 20% per gli investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di 10 milioni di euro. Per gli investimenti in applicazioni e software, invece, il credito sarà del 15% su un limite massimo di costi ammissibili pari a 700mila euro.

Aumenta la tassa sulla fortuna

In crescita anche la tassa sulla fortuna: da marzo 2020 il prelievo sulle vincite oltre i 500 euro salirà al 20%. Si prevedono entrate per 308 milioni: proprio da questa stretta arriveranno le nuove risorse, necessarie dopo il taglio di varie voci della manovra. Alla stessa quota aumenta anche il prelievo sulle new slot che e partirà dal 15 gennaio, mentre sarà al 65% sul Preu e il payout, cioè la percentuale di somme giocate destinate alle vincite. Nel caso delle new slot, le Vlt, il ricarico sale al 20% sopra i 200 euro.

Salta la stretta sulle detrazioni sanitarie

Nessuna stretta sulle detrazioni sanitarie: tutte le spese sanitarie saranno infatti interamente detraibili. Non ci sarà nessuno sconto calcolato in base al reddito: vengono introdotti due scaglioni oltre i quali le detrazioni prima si riducono (tra 120mila e 240mila euro) e poi sono eliminate (oltre i 240mila euro). Inizialmente erano escluse solo le spese sanitarie legate a gravi patologie.

Fondo Regioni e 5 per mille

Un altro emendamento alla manovra istituisce il fondo per le celebrazioni del cinquantenario delle Regioni: sono stati richiesti 500 mila euro per il 2020 per realizzare iniziative artistiche, culturali e scientifiche. Aumentano anche i fondi destinati al 5x mille: le risorse in più verranno ripartite in 10 milioni di euro nel 2020, 20 milioni nel 2021 e 25 milioni a decorrere dal 2022.

Sono inoltre previste risorse aggiuntive per i vigili del fuoco e 100 milioni di euro in più saranno destinati al rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione: nel 2020, infatti, è previsto un aumento di risorse per la contrattazione collettiva. Riguarderà il triennio 2019-2021 e si utilizzerà anche per il miglioramento economico del restante personale statale.

Vengono stanziate anche risorse per l'incentivo all'esodo per i giornalisti professionisti iscritti all'Inpgi per 7 milioni di euro nel 2020 e 3 milioni per ogni anno dal 2021 al 2027. Cresce anche il fondo per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro: si prevede un milione di euro aggiuntivo per il prossimo anno, 2 milioni per il 2021 e tre milioni per il 2022.

La svolta green

Per il Green New Deal verranno stanziati venti milioni annui dal 2020 al 2023: l'emendamento modifica l'articolo 11 della manovra e prevede che il ministero dell'Economia possa rilasciare garanzie fino all'80% anche per sostenere imprenditoria giovanile e femminile e per progetti sulla riduzione dell'uso della plastica e la sostituzione della plastica con materiali alternativi. Il governo ha anche chiesto che la dotazione del fondo per la crescita sostenibile venga incrementata di 100 milioni di euro per l'anno 2021: sarà destinata al finanziamento degli interventi destinati alla riconversione e riqualificazione produttiva delle aree di crisi industriale.

Il bonus facciate

Un emendamento, infine, chiede che il bonus facciate venga esteso ai soggetti titolari di reddito d'impresa e ai titolari di reddito di lavoro autonomo, con una detrazione del 50%. Per chi beneficia dello sconto al 90%, invece, nel caso in cui non siano lavori di sola pulitura o tinteggiatura, ma anche intervento all'impianto termico, bisognerà rispettate le norme sul risparmio energetico.

Fondi per gli asili

Uno degli emendamenti alla manovra, riformulato e votato nella notte in commissione, prevede l'istituzione di un fondo per gli edifici destinati ad asili nido. L'obiettivo di questo fondo è quello di puntare alla "ristrutturazione, messa in sicurezza, riqualificazione o costruzione" degli edifici. Le risorse previste sono 100 milioni per ciascun anno dal 2021 al 2023 e poi 200 milioni per un periodo che va dal 2024 al 2034. Secondo quanto previsto dall'emendamento avranno priorità le strutture che si trovano nelle aree svantaggiate e nelle periferie.