Lavoro: nel 2013 quasi due scioperi al giorno nei servizi pubblici

Il 2013 è stato l'anno del boom della crisi economica, ma anche quello del boom degli scioperi dei lavoratori dei servizi pubblici. E' quanto rivela Roberto Alesse, presidente della Commissione sul diritto di sciopero che ha riferito come le problamazioni siano state 2.339 a fronte 666 giornate di effettivo sciopero. Un dato, va detto, stabile rispetto al 2012, ma che testimonia come le maggiori difficoltà economiche abbiano inevitabilmente aumentato il livello di conflittualità. I settori più coinvolti sono stati quello dei trasporti (aereo, marittimo, ferroviario e su gomma), igiene ambientale (raccolta e smaltimento dei rifiuti), sanità e giustizia.
Alesse: "No all'uso sconsiderato del diritto di sciopero"
Secondo Alesse nei servizi pubblici essenziali deve prevalere "l'esigenza di contrastare la logica dell'utilizzo sconsiderato del diritto di sciopero", anche al fine di evitare che tale istituto "finisca per tradursi in uno sterile rituale, privo di effetti concreti". Per i sindacati dall'incerta rappresentanza lo sciopero diventa "strumento di legittimazione, vi ricorrono per ottenere visibilità contrattuale", aggiunge nella sua Relazione.
Scioperi nei trasporti: spesso è "colpa" dei tagli nelle regioni
Il trasporto pubblico vive da anni uno stato di crisi causato dal fatto che molte regioni "hanno avvertito spesso la necessità di impegnare gli appositi fondi a loro assegnati per far fronte ad altre situazioni di emergenza, come quella rappresentata dal settore sanitario". "Soglia ragguardevole" con 33 giornate di "braccia incrociate" in un anno quella raggiunta dal trasporto aereo. Le proteste hanno riguardato da Alitalia al gruppo Meridiana. Il trasporto ferroviario si è invece fermato per 72 volte, quello marittimo per 31. Scioperi in aumento anche nella sanità, "dove le proclamazioni sono aumentate del 70% in un anno", e quello della Giustizia che ha visto 49 scioperi effettuati.
Scioperi, appello al governo: "Sistematica perdita delle tutele dei lavoratori"
"L'autorità – afferma Alesse – non può fare a meno di lanciare un nuovo appello al governo, affinché faccia effettivamente ripartire quel tavolo di confronto tra i sindacati e le associazioni delle imprese del settore del trasporto locale, per evitare che la crisi di questo fondamentale comparto degeneri pesantemente innescando a breve un ‘effetto domino' senza precedenti su tutto il territorio nazionale". Il presidente della Commissione sul diritto di sciopero rivela che in effetti i lavoratori subiscono "una sistematica perdita delle tutele", e che di conseguenza finiscono con il "ricorrere con preoccupante frequenza, a forme di protesta spontanea al di fuori delle regole".