L’allarme di Moody’s sull’Italia: riforme in salita se crescita è debole

Dopo il ritorno dell’Italia in recessione arriva l’allarme di Moody’s per il nostro Paese: secondo l’agenzia di rating l’Italia di Matteo Renzi chiuderà il 2014 con un Pil in contrazione dello 0.1% contro il +0.5% stimato in precedenza e mancherà entrambi gli obiettivi governativi di deficit/Pil collocandosi al 2.7% quest’anno e il prossimo, con “rischi significativi” di sforare ancora. Secondo Moody’s la crescita più debole del previsto “complica il passaggio e la realizzazione dell'agenda di riforme strutturali del governo Renzi”. Per quanto riguarda il rapporto debito/Pil, Moody's lo stima al 136,4% quest'anno e al 135,8% nel 2015. Il potenziale effetto del bonus di 80 euro, essendo entrato in vigore soltanto a giugno, potrebbe avere un impatto nella seconda parte dell'anno. Secondo l’agenzia di rating, anche il Commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, con le sue affermazioni ha rivelato “le difficoltà dell'Italia nel rendere permanenti le riduzioni di spese di fronte alla pressione politica”.
Moody’s: aumenteranno tensioni con Paesi europei
“L’Italia è in ritardo rispetto agli altri Paesi periferici dell’area euro sulle riforme strutturali”, il cui cammino è reso ora ancora più difficile dalla recessione. “La debolezza del quadro economico – scrive Moody’s – rende più complicate l’approvazione e l’attuazione del piano di riforme strutturali” annunciato dal governo di Matteo Renzi. Il piano viene definito ambizioso ma “la lentezza dell’azione di riforma suggerisce che la popolarità del governo italiano non si è ancora tradotta in uno slancio politico” che porti ad approvare e ad attuare un quadro più ampio di riforme. Secondo l’agenzia di rating questa lentezza e le carenze nella performance dei conti pubblici probabilmente aumenteranno le tensioni tra l’Italia e alcuni Partner europei, in particolare con la Germania di Angela Merkel.