
Se volete sapere cosa ci aspetta nel futuro prossimo forse dovremmo ascoltare quel che ha detto ieri la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde all’Economist, a proposito della guerra in Iran, della chiusura dello stretto di Hormuz e del rischio di una crisi energetica: “Siamo davanti a un vero shock, che probabilmente va oltre quello che immaginiamo al momento”.
Ha aggiunto anche che i mercati "forse sono troppo ottimisti e determinati a restare ottimisti, nella speranza che si verifichi uno scenario positivo e si torni alla normalità in un tempo relativamente breve”. E se vi state chiedendo cosa intende riguardo ai tempi relativamente brevi, Lagarde spiega che "gran parte delle persone parlano di anni e in nessun caso ci si riuscirà nel giro di qualche mese".
Bene, ora ricordatevi un po' chi ci ha regalato questo bel capolavoro, dopo averci messo dazi alle merci, fatto indebitare per comprare le (sue) armi e, già che c'era, provocato una bella crisi energetica – che era giusto quel che ci mancava – per il gusto di attaccare l'Iran assieme al suo amico Benjamin Netanyahu.
Esatto, quello stresso Donald Trump di cui ci pavoneggiavamo di essere i migliori amici, dopo un paio di vertici e un paio di apprezzamenti a Giorgia Meloni, mentre stava facendo di tutto per rovinare la nostra economia, manco lo stesse facendo apposta.
Nel frattempo l'agenzia di rating Moody's ha stimato al 50% le probabilità di una recessione americana. E se dovesse accadere, è probabile che i tentativi di Trump di sabotare le economie europee, compresa la nostra, per spingere il proprio mercato interno, si farebbero fortissime. Anche perché se dovessero aumentare i prezzi, la Federal Reserve non potrebbe aumentare i tassi d'interesse per spingere la crescita economica.
Ecco quel che attende il nostro governo di patrioti, insomma: un mondo in cui altri patrioti ci hanno regalato guerre e crisi economiche, facendo strame di ogni forma di cooperazione tra Stati, dalla Onu alla Nato, fino al tentativo sempre più evidente di far saltare l'Unione Europea, sabotando ogni possibile alternativa a gas e petrolio, da cui siamo sempre più dipendenti mentre diventano sempre più scarsi e inaccessibili, tanto da costringere Giorgia Meloni a volare in Algeria a mendicare altro gas liquido, comprandolo a carissimo prezzo.
Non è una questione di destra o sinistra: prendere coscienza che questa sbornia nazionalista e trumpiana ci ha solo portato guai è il primo modo di prendere atto della realtà. Che è, a sua volta, il primo modo per uscire dai guai. E iniziare a ricostruire dalle macerie che ci hanno lasciato, senza accumularne altre.