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Eurostat: +0,3% di occupazione in Eurozona. L’Italia meglio della media: +0,4%

Nel terzo trimestre del 2015 l’occupazione in Europa è cresciuta dello 0,3%, mentre su base annua dell’1,1%.
A cura di Davide Falcioni
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A certificare che sono in atto timidi segnali di ripresa nell'Eurozona è l'Ufficio di Statistica dell'Eurostat, che rivela che il numero di persone occupate nell'area Euro nel terzo trimestre del 2015 è cresciuto dello 0,3 per cento rispetto al secondo e dell'1,1 per cento su base annua. In Italia, in particolare, l’occupazione è cresciuta oltre la media dei 19 Paesi dell'eurozona negli ultimi tre mesi, ma meno su anno, registrando rispettivamente +0,4% e +0,9%. Nei 28, il tasso è cresciuto dello 0,4% rispetto al secondo trimestre e dell’1,1% su base annua. Il tasso di occupazione è salito più sensibilmente in Estonia (+2,1%), Ungheria (+0,8%), Irlanda, Spagna, Lussemburgo e Gran Bretagna (+0,6%), mentre flessioni significative sono state rilevate in Croazia (-0,6%), Portogallo (-0,5%) e Malta (-0,3%).

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Di pari passo con un aumento dell'occupazione sempre Eurostat, in una rilevazione diffusa ieri, spiega che nell'eurozona è aumentata dello 0,6 per cento la produzione industriale ad ottobre rispetto a settembre, mese in cui era invece stato registrato un calo dello 0,3%. Il dato è superiore al +0,3% atteso dagli analisti. Sempre per quanto riguarda ottobre, su base annua, la produzione mostra un incremento dell'1,9% nell'area euro. Nell'Unione Europea a 28 stati l'indice segnala un incremento dello 0,5% su settembre e del 2,4% su ottobre 2014. Tra gli Stati membri per i quali i dati sono disponibili, i migliori risultati su base mensile della produzione industriale sono stati registrati in Lituania (+11,3%), Paesi Bassi (+4,3%), Portogallo (+ 3,9%) e in Irlanda (+ 3,4%), e le diminuzioni più rilevanti in Grecia (-1,2%), Danimarca e Finlandia (entrambi -0,9%). Tra il dato del 2014 e quello del 2015 invece gli incrementi maggiori della produzione industriale sono stati registrati in Irlanda (+14,6%), Lituania (+6,5%), Repubblica Ceca e Croazia (entrambi +6,4%), e le flessioni più significative in Paesi Bassi (-2,6%), Estonia (-2,1%) e Grecia (-1,9%). A ottobre la produzione in Italia è aumentata dello 0,5% su mese e del 2,9% su anno.

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