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Draghi: “Crescita debole, poca fiducia”. Bce: tassi fermi allo 0,05%

Per il presidente della Bce, sulla crescita pesano “l’alta disoccupazione e i rischi geopolitici, che frenano la fiducia”. E l’Eurotower mantiene il costo del denaro al minimo storico dello 0,05%-
A cura di Biagio Chiariello
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 Mentre l'Ocse prevece che il Pil dell'Italia crescerà dello 0,2% nel 2015 e dell'1% nel 2016, la Bce ha fatto sapere di aver lasciato invariati i tassi di rifinanziamento Ue allo 0,05%, minimo storico, dunque al valore a cui i tassi sono stati tagliati lo scorso settembre. Successivamente il presidente Mario Draghi ha annunciato comunque che il Consiglio direttivo dell’Eurotower ha assegnato il compito ai tecnici della Banca Centrale in merito alla necessità di far fronte ad eventuali nuove misure che si dovessero rendere necessarie contro i rischi di protratta bassa inflazione. Eventualità non da escludere visto che per lo stesso governatore nell'Eurozona è in corso "un indebolimento della dinamica della crescita" che indica "una revisione al ribasso della crescita del Pil reale fino al 2016". Per il presidente della Bce, sulla crescita pesano "l'alta disoccupazione e i rischi geopolitici, che frenano la fiducia". Draghi invita poi i governi a "risanare i propri bilanci senza disfare gli sforzi fatti finora".

La Bce è "unanimemente pronta a ulteriori provvedimenti non convenzionali", anche se quelli già adottati dovrebbero portare l'inflazione gradualmente verso il 2%. Tuttavia il consiglio ha "dato mandato allo staff della Bce di preparare ulteriori misure, se necessarie", ha annunciato Draghi. Questo provvedimento, ha spiegato è stato "firmato da tutti i membri del consiglio direttivo della Bce". Draghi ha poi spiegato che l'inflazione dell'Eurozona dovrebbe restare sui livelli attuali nei prossimi mesi, risalendo progressivamente nel 2015 e 2014. "Ma gli sviluppi dei prezzi dovranno essere monitorati attentamente" dalla Bce", ha spiegato.

Il programma di acquisto di bond e abs “durerà due anni", ha detto il presidente della BCE. "Insieme a misure di rifinanziamento a lungo termine – aggiunge – che condurremo fino al giugno 2016, questi acquisti di asset avranno un impatto sui nostri bilanci che ci aspettiamo tornino ai livelli che avevano ai primi del 2012", e cioè intorno ai mille miliardi di euro. Draghi ricorda che le comunicazioni di oggi e tutti i programmi di "espansione del bilancio" sono state "approvate all'unanimità dal direttorio della Bce". "Non ci sono coalizioni, non esiste una divisione tra Nord e Sud: per nulla", ribatte Draghi.

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