La lettera della Commissione europea con i rilievi mossi alla manovra italiana e le tensioni nel governo con il caso del decreto fiscale e della “manina” sul condono, non fanno bene all’economia italiana. A testimoniarlo è il dato sullo spread, che continua a salire e raggiunge un livello che non veniva toccato da cinque anni. Sale, dunque, la pressione sui titolo di Stato italiani. Lo spread di rendimento tra i Btp decennali e i Bund ha raggiunto questa mattina quota 340 punti base, per poi riscendere leggermente e attestarsi a 335. È la prima volta che accade da inizio 2013. Inoltre i tassi retributivi dei titoli italiani hanno toccato il 3,80%, con un quadro considerato ancora altamente volatile e un dato che non si registrava dal 2014. A essere penalizzati dalla nuova crescita dello spread è soprattutto il comparto bancario, con tutti i principali istituti in calo: Mediobanca segna -1,5%, Banca Generali -2,43%, Intesa Sanpaolo -2,5%, Unicredit -2,8%. Altro dato da segnalare questa mattina è la riduzione dello spread della Grecia rispetto a quello italiano, sceso oggi a 70 punti base, un livello mai toccato dal 2009 in poi. Sale anche il differenziale tra i titoli italiani e quelli spagnoli, sfiorando quota 200, massimo storico.

Male la Borsa di Milano, con l’indice Ftse Mib che torna sotto alla parità e scivola a quota -0,90%. Fallito, dunque, il tentativo di recupero di Piazza Affari. Nuova ondata di cali sui titoli bancari. Continua a salire anche lo spread del Btp a cinque anni (327) così come quello a due anni (231), in entrambi i casi ai massimi dal maggio scorso. Milano è la peggiore tra le Borse europee a inizio mattinata. Dopo un avvio prudente, però, tutte le Borse aumentano le perdite. Meglio va a Londra, che guadagna lo 0,32%, sulla scia del rimbalzo di Shangai. La Borsa cinese si è ripresa chiudendo a +2,6%, dopo il -2,9% registrato ieri con la frenata del Pil cinese che nel terzo trimestre cresce del 6,5%, il minimo dal 2009. In rialzo anche la Borsa di Hong Kong. Tornando in Europa, in leggera perdita troviamo anche Francoforte e Parigi.