Pioggia di emendamenti per la manovra economica del governo giallorosso. Sono circa 4550 le proposte di modifica presentati in commissione Bilancio al Senato. Fra queste, più di 1.500 arrivano dalla stessa maggioranza: il Partito democratico ha avanzato circa 900 emendamenti, il Movimento Cinque Stelle 400, e Italia Viva 230. "Sto lavorando con il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri perché voglio ridurre ancora di più le tasse. Faccio un appello ai gruppi parlamentari di maggioranza a collaborare con il governo, perché tutti ci si impegni a raggiungere questo risultato. Completiamo l'opera e chiudiamo il cerchio, possiamo essere ancora più ambiziosi", ha detto oggi il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Fra le modifiche che potrebbero interessare la manovra ci sono quelle preannunciate su cui le forze politiche hanno già largamente discusso nelle scorse settimane, come i cambiamenti a plastic tax o sugar tax. Ma spuntano anche degli emendamenti che rappresentano delle vere e proprie novità, come la proposta dell'Iva sui preservativi al 10% e un'aliquota al 5% sugli assorbenti, ma solo se bio.

Gli emendamenti del Pd

I dem hanno presentato oltre 900 emendamenti alla legge di Bilancio. In particolare, spiccano le modifiche sulla plastic tax, sugar tax e sulla tassa per le auto aziendali. "In Parlamento lavoreremo per migliorare una serie di norme del decreto fiscale e del disegno di legge di bilancio, dialogando con i gruppi parlamentari e le forze economiche e sociali. Ripenseremo profondamente alcune misure come quelle sulla tassazione delle auto aziendali e la plastica monouso", ha detto il viceministro dell'Economia ed esponente del Pd, Antonio Misiani.

Un emendamento a prima firma Andrea Marcucci prevede che la sugar tax venga ridotta da 10 a 8 euro a ettolitro e da 0,25 a 0,20 euro al chilogrammo. Nella proposta di modifica, inoltre, viene anche richiesto di prorogare la tassa a febbraio 2020. Per quanto riguarda la plastic tax, invece, si scende a 0,80 euro dall'iniziale 1 euro al chilogrammo e si escludono dal ricarico tutti i prodotti realizzati con materiale riciclato. Nello specifico, "per i prodotti e manufatti realizzati, per almeno il 60 per cento nel 2020, il 70 per cento nel 2021 e l'80 per cento nel 2022, in plastica riciclata".

Sulle auto aziendali, l'emendamento del Pd propone un abbassamento dell'imposizione dal 30% fino al 15% per i veicoli meno inquinanti, in particolare quelli a trazione elettrice e quelle a trazione ibrida termoelettrica; per le vetture al di fuori di quelle citate si richiede una soglia "al 40% in caso di emissioni di biossido di carbonio fino a 95 grammi per chilometro oltre a quelle già previste del 60% fino a 160 grammi per chilometro e al 100% in caso di emissioni superiori".

Gli emendamenti del Movimento Cinque Stelle

Anche il Movimento 5 Stelle ha presentato un emendamento sulla plastic tax, chiedendo di escludere tutti i prodotti in materiale biodegradabile o quelli che contengono almeno il 25% di plastica riciclata. Viene anche proposto di esentare i dispositivi sanitari monouso e di ridurre al 5% il ricarico sulla cancelleria di plastica. I pentastellati propongono inoltre degli incentivi per chi restituisce, con il fine di riciclare, i contenitori vuoti di vetro e plastica per bibite, saponi e detersivi. Si propone anche un'Iva agevolata per gli alimenti bio venduti in imballaggi di carta o compostabili, e al 5% per i prodotti alla spina (venduti sfusi).

Si introduce anche l'aliquota al 10% per le attività di enoturismo, con lo scopo di "qualificare l'accoglienza nell'ambito di un'offerta turistica di tipo integrato e di promuovere un'idea di turismo specifica identità e di garantire la valorizzazione delle produzioni vitivinicole del territorio". Fra gli altri emendamenti ci sono anche una detrazione fino a mille euro per chi installa nella propria abitazione i filtri per l'acqua e fino a 5mila euro per i bar e i ristoranti. Presentato anche un ecobonus per gli alberghi che puntano alla sostenibilità ambientale e un incentivo per i Comuni che installano ecocomptattatori.

Un'altra proposta di modifica alla legge di Bilancio del M5S è quella che torna sull'idea di far pagare l'Imu alla Chiesa. "Sono tenuti a pagare l'Imposta municipale propria (IMU), nei modi e nei termini stabiliti dalla legge per quell'immobile e tutti gli altri a esso collegati, tutti gli edifici o i complessi architettonici della Chiesa cattolica, di congregazioni religiose che fanno capo alla religione cattolica o di associazioni o società legate alla religione cattolica al cui interno ci sono edifici totalmente o in parte adibiti: a ristorazione a pagamento, a caffetteria a pagamento o a hotelleria a pagamento; all'erogazione di servizi ospedalieri o sanitari a pagamento in percentuale pari o superiore al 30% rispetto al fatturato complessivo dell'azienda. Tutte le associazioni o società legate alla religione cattolica il cui fatturato è pari o superiore a 100.000 euro annui sono tenute a farsi convalidare i propri bilanci da un certificatore esterno individuati tra i professionisti del settore", si legge nel testo a prima firma Elio Lannutti. Nell'emendamento si chiede anche che la Chiesa versi gli arretrati tra il 2006 e il 2012.

I pentastellati propongono inoltre il bonus di sorveglianza anche per il 2020: alle "spese sostenute da persone fisiche non nell'esercizio di attività di lavoro autonomo o di impresa ai fini dell'installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o allarme, nonché per quelle connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali, è riconosciuto un credito d'imposta ai fini dell'imposta sul reddito, nel limite massimo complessivo di 15 milioni di euro per l'anno 2020".

Un altro emendamento riguarda i pannolini lavabili per l'infanzia e i prodotti di igiene intima femminile: per gli assorbenti si suggerisce un'Iva al 5%, ma solo se si tratta di prodotti completamente biodegradabili. Infine i Cinque Stelle hanno proposto un'Iva agevolata per i profilattici maschili e femminili: la proposta, a prima firma del senatore Gaspare Antonio Marinello, prevede un'aliquota al 10% sui prodotti anticoncezionali. Una misura che dovrebbe valere circa 50 milioni di euro all'anno.

Gli emendamenti di Italia Viva

"Noi di Italia Viva diciamo due no, a quota 100 e alle tasse, e tanti sì: ai giovani, alle famiglie, al lavoro, alla sfida della sicurezza ambientale, all'equità sociale, allo sviluppo economico. Siamo per la parità delle generazioni oltre che di genere": così i capigruppo di Italia Viva, Maria Elena Boschi e Davide Faraone, hanno annunciato gli emendamenti presentati dal partito in Senato. Tra le modifiche, fatte sotto lo slogan di "No Tax", ci sono l'abolizione totale delle microtasse: si richiede quindi l'annullamento di plastic tax, sugar tax e dei rincari sulle auto aziendali.

Un punto fondamentale delle proposte di modifica di Italia Viva riguarda l'abbandono di Quota 100. Inoltre, aggiungono i renziani, si avanzerà "un pacchetto di emendamenti a un governo che ha già messo in sicurezza alcune priorità: dall'esclusione dell'aumento dell'Iva agli investimenti su sanità e famiglia". Annunciata anche la proposta di una Venezia alla Notre Dame, che consiste in una defiscalizzazione del 50% per le donazioni fino a 96mila euro.

E ancora: "Per scuola e università chiediamo il ripristino della unità di missione per l’edilizia scolastica, fondi per le specializzazioni, dottorati di ricerca, ampliamento dell’alternanza scuola-lavoro; in tema “green” e tutela ambientale proponiamo il “Bonus verde” e quello per le ristrutturazioni energetiche". Sul lavoro, si chiede invece un ripristino del voucher di 10 euro per le famiglie che assumono colf, badanti, giardinieri o baby sitter.

Le richieste di modifica dall'opposizione

Fra gli emendamenti presentati dall'opposizione spicca quello voluto da Fratelli d'Italia che chiede la reintroduzione dello scudo penale per l'ex Ilva di Taranto. Il partito di Giorgia Meloni ha inoltre presentato una proposta di modifica per un'Iva agevolata al 4% sui prodotti per la prima infanzia e un intervento sulla web tax. FdI propone inoltre una riduzione delle commissioni bancarie sui pagamenti effettuati tramite Pos, proponendo "di istituire un contributo straordinario a carico delle banche per l’aumento delle transazioni elettroniche a seguito degli incentivi previsti dal governo, con la previsione di un dimezzamento a fronte dell’annullamento delle commissioni per transazioni inferiori ai 50 euro.

Forza Italia, da parte sua, ha presentato 1.061 emendamenti alla manovra in commissione Bilancio al Senato: dagli azzurri sono stati depositati anche dieci ordini del giorno.