Le conseguenze del Covid-19 sul settore turistico italiano sono sotto gli occhi di tutti, ma i numeri pubblicati oggi dall'Istat danno concretezza alle immagini che si vedono da mesi: centri città svuotati e alberghi chiusi, nessuna coda davanti al Colosseo o a San Pietro, niente folla a piazza San Marco, al Duomo di Milano o a piazza della Signoria. Hotel con gli ingressi sbarrati, molti non riapriranno più. E poi tutto l'indotto di un settore su cui si fonda l'economia italiana. I dati dell'Istat sul movimento turistico in Italia tra Gennaio e Settembre del 2020 spiegano la portata della pandemia di Covid-19 e di come ha stravolto l'economia del Paese. Considerando anche che l'estate, come ricordiamo, ha portato una piccolissima ripresa: dal bonus vacanze al caso Sardegna. Mentre i dati non tengono conto delle perdite del periodo invernale, soprattutto per quanto riguarda le zone che l'inverno accolgono sciatori e appassionati di montagna.

Solo nel periodo estivo, quindi da luglio a settembre, le presenze dei clienti in alberghi, bed and breakfast e case vacanze sono state il 63,9% di quelle dell’anno precedente: perso più di un cliente su 3. In numero assoluto vuol dire 74,2 milioni di turisti in meno. Il calo estivo è dovuto soprattutto alle perdite in termini di turisti stranieri: moltissimi in meno hanno deciso di raggiungere l'Italia per le vacanze, sono stati meno del 40% rispetto all'estate del 2019, persi 3 clienti su 5. Sul turismo italiano, sempre per quanto riguarda il trimestre estivo, i dati non sono così tragici, complici una serie di fattori: il bonus vacanze, la necessità di staccare dopo i mesi di lockdown e il rischio percepito nell'uscire dall'Italia. Infatti i turisti italiani registrati in estate sono l’86,2% rispetto a quella precedente. Perso poco più di un cliente italiano su dieci.

I dati Istat sull'Italia, da gennaio a settembre, sono in linea con il trend europeo: 50,9% di presenze di turisti in meno rispetto al 2019, si tratta di 192 milioni di persone in numeri assoluti. Il tutto dopo che lo scorso anno si è segnato un nuovo record per il flusso turistico in Italia: 131,4 milioni di arrivi e 436,7 milioni di presenze e una crescita costante. Crescita confermata nei primi mesi del 2020, prima che il Covid-19 cambiasse il mondo. Nei mesi del lockdown la domanda si azzera: calo delle presenze al -82,4% a marzo, al -95,4% ad aprile e al -92,9% a maggio.