Dopo aver accantonato l'ipotesi Coronabond il Consiglio europeo del 23 aprile ha segnato un passo avanti per la risposta comunitaria all’emergenza Coronavirus attraverso la nascita del cosiddetto Recovery fund e, di conseguenza, dei Recovery bond. Uno strumento in parte simile e in parte diverso dagli Eurobond di cui tanto si è discusso negli scorsi giorni, ma che alla fine ha rappresentato il punto su cui i leader di Stato Ue hanno raggiunto il compromesso. "È stata una tappa importante nella storia europea. Tutti i 27 Paesi hanno accettato di introdurre uno strumento innovativo contro la crisi sanitaria, economica e sociale: un fondo per la ripresa con titoli comuni europei per finanziare la ripresa di tutti i Paesi più colpiti, tra cui l'Italia", ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Sarà la Commissione europa a decidere quante risorse impiegare per sostenere il Recovery Fund. Già il prossimo 6 maggio dovrebbe essere presentata una proposta.L’obiettivo è quello di mobilitare fino a 1.500 miliardi di euro, per aiutare soprattutto i Paesi più in difficoltà ad uscire dalla crisi. Andiamo a vedere cosa sono i Recovery bond e in cosa differiscono dagli Eurobond.

Cosa sono i Recovery bond

Il Recovery fund di cui si ipotizza la nascita si baserebbe sull’emissione di nuovi titoli di debito, che sono appunto i Recovery bond. Si tratta di uno strumento proposto dalla Francia che si basa sulla dotazione di un capitale iniziale fornito da parte degli Stati. La differenza principale rispetto agli Eurobond è che i Recovery bond non prevedono una mutualizzazione del debito pregresso, cioè passato. Ovviamente per i Paesi che hanno un debito inferiore non c’è alcun vantaggio, venendo a pagare un costo del debito più alto, mentre per i Paese più indebitati questo costo scende. Ma sicuramente è meglio di una mutualizzazione del debito, perché non ci si fa carico dei debiti pregressi altrui. La mozione sui Recovery bond al Parlamento europeo è invece passata. Il programma di investimenti comuni, quindi, non prevedendo una condivisione del debito passato, potrebbe essere accolto anche dai Paesi contrari ai Coronabond (come Germania, Olanda e Austria), comportando un rischio minore e non riferito al debito passato.

Cosa sono gli Eurobond

Gli Eurobond (o Coronabond, in questo caso), strumento più volte pensato ma mai realizzato in Ue, porterebbero gli Stati a una mutualizzazione del debito. In sostanza verrebbero emessi dei titoli di debito comuni da utilizzare, poi, per acquistare i titoli di debito di un Paese per evitare il suo default, che ricadrebbe non sul singolo Paese ma su tutti. In sostanza si prevede una mutualizzazione del debito passato, presente e futuro. E il debito non ricadrebbe solo sugli stati più deboli, ma anche su quelli – come Germania e Olanda – che hanno i conti a posto. Perché il debito, appunto, viene mutualizzato. E chi ha i conti in ordine inevitabilmente ci rimette. Il Parlamento europeo, però, ha già bocciato l’ipotesi Coronabond che essendo a tutti gli effetti degli Eurobond avrebbero previsto un debito condiviso.