video suggerito
video suggerito

Corte dei Conti: “8 per mille alle Chiese va rinegoziato, 1 miliardo all’anno è troppo”

Secondo i giudici contabili “i beneficiari ricevono più dalla quota non espressa che da quella optata”.
A cura di Antonio Palma
55 CONDIVISIONI
Immagine

L'8 per mille alle religioni è un tesoro sfruttato e gestito male dallo Stato con scarse verifiche sull'utilizzo e criteri di assegnazione che mancano di trasparenza, efficienza ed informazione. È quanto segnala la Corte dei Conti al termine di un'indagine sulla destinazione e la gestione della quota Irpef che ogni anno il Fisco assegna a varie chiese. Nella sua relazione, diffusa oggi, la magistratura contabile punta il dito contro lo Stato che non gestisce adeguatamente il meccanismo né incoraggiando i cittadini a contribuire a suo favore né vigilando sull'utilizzo degli enti religiosi né infine fornendo informazioni efficaci ai cittadini. Non solo, per la Corte dei Conti è da chiarire definitivamente anche una ampia zona grigia che è quella che riguarda la ripartizione dei soldi di chi non sceglie e che oggi viene divisa tra i soggetti beneficiari, in proporzione al numero si scelte espresse in totale.

Somme che non hanno riscontro in Europa

Ad oggi infatti i contribuenti non sono obbligati a indicare la destinazione della loro quota di 8 per mille ma questa viene comunque prelevata e ripartita tra gli enti in base alle scelte degli altri contribuenti. Un fatto decisamente anomalo, secondo i giudici contabili, è che ad oggi "i beneficiari ricevono più dalla quota non espressa che da quella optata". Secondo la Corte questo avviene perché "non vi è un'adeguata informazione, benché coloro che non scelgono siano la maggioranza e si possa ragionevolmente essere indotti a ritenere che solo con un'opzione esplicita i fondi vengano assegnati". Grazie a questo meccanismo, "i contributi alle confessioni risultano ingenti tali da non avere riscontro in altre realtà europee – avendo superato ampiamente il miliardo di euro per anno – e sono gli unici che, nell'attuale contingenza di fortissima riduzione della spesa pubblica in ogni campo, si sono notevolmente e costantemente incrementati" conclude la Corte dei Conti.

55 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views